Edo Billa – Il flusso del potere

Da lungo tempo, ancora prima di iniziare a studiare e cercare di comprendere meglio i contesti economici, i comportamenti sociali, il ruolo delle organizzazioni politiche, il funzionamento delle democrazie avanzate, mi chiedevo come mai, in Italia in particolare, ma anche nel resto del mondo, non si sia sviluppata quella che possiamo definire la democrazia economica o più in generale la democrazia sociale, da affiancare alla bene o male affermata democrazia politica.

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Pierre Carniti – Conflitto o partecipazione ? Un falso dilemma

Per il “lavoro che manca” ed il “lavoro che cambia” non esiste, allo stato, una politica concreta e nemmeno obiettivi condivisi.  Continua infatti una navigazione a vista tra gli scogli. Avventurosa e del tutto priva di carte nautiche. Travisante è anche il dilemma sostanzialmente nominalistico, fasullo e deviante, che tiene banco sui media e divide trasversalmente: pseudo esperti, commentatori e apparati sindacali. Schierati tra “conflitto” e “partecipazione”.

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Livio Ghiringhelli – Per un nuovo sindacalismo

È indubbio che per risanare le falle dell’attuale sistema economico, con tutti i riflessi negativi esercitati sul funzionamento della società, è necessario coinvolgere al contempo i lavoratori, i consumatori e i cittadini secondo principi di solidarietà e sussidiarietà. Si impone all’attenzione un’economia sociale di mercato, quale si configura nei principi del Trattato di Lisbona (art.2, c. 3), che rispecchi in parallelo la compresenza di concorrenza di mercato e l’equità sociale.

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Sandro Raozzi – Per svegliare l’economia coinvolgere i lavoratori

Secondo il monitoraggio Istat che rimette insieme tutti i dati raccolti nel primo trimestre 2017, in Europa si consolida la ripresa, negli Stati Uniti i segnali sono invece di rallentamento anche se occupazione e disoccupazione migliorano ancora (i senza lavoro sono sotto il 4,5%, un miraggio per l’economia italiana). Da noi la situazione svetta ancor di più, quasi fossimo diventati una… sorta di locomotiva. Continua la lettura

Ilaria Armaroli – Appunti di viaggio /5. Dal Congresso della Fim di Brescia, idee per una nuova partecipazione

Il commento iniziale è sul crescente ruolo di propulsione al cambiamento che, anche nel sindacato, stanno assumendo le rappresentanze locali. In Cisl, forse più che in Cgil e Uil, il tema della partecipazione dei lavoratori è trattato con sintonia di vedute tra il centro e la periferia dell’organizzazione; per chi tuttavia segue quotidianamente gli sviluppi delle pratiche partecipative, è difficile non rilevare come queste siano frutto di peculiari interpretazioni di chi, sui fronti datoriale e sindacale e indipendentemente dalla sigla di appartenenza, opera sul territorio.

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Franca Tosco – I dipendenti-azionisti chiedono di partecipare alla governance dell’impresa.

Il dibattito sul ruolo dei lavoratori nelle grandi imprese e, in particolare, sul rapporto tra proprietà e forza lavoro, esiste da circa un secolo (anni ’20 del secolo scorso) ed è stato riportato in auge a partire dall’ondata di privatizzazioni della metà degli anni ’90. Per ruolo dei lavoratori nelle imprese intendiamo naturalmente, in questo caso, la possibilità (o l’opportunità, secondo la nostra convinzione) che i primi possano contribuire, a vario titolo, alla gestione strategica delle seconde.

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Enzo Russo – Vecchie e nuove soluzioni per il salvataggio di Alitalia

Il Prof. Augusto Fantozzi – in una intervista al Corriere della Sera del 28 aprile scorso – ha lanciato l’idea di un prestito obbligazionario per salvare Alitalia. Le obbligazioni sarebbero state emesse dal governo e i fondi ricavati sarebbero stati girati all’azienda. Se alla scadenza l’Alitalia non fosse stata in grado di restituire i fondi, le obbligazioni sarebbero state convertite in azioni.

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