Francesco Riccardi – Il caso Stellantis. Partecipazione aziende-lavoratori all’Anno Zero

Da svolta storica a occasione perduta, il passo rischia di essere breve per le relazioni industriali partecipative nel nostro Paese. L’ingresso di due rappresentanti dei lavoratori nel Consiglio d’amministrazione di Stellantis, la nuova holding a capo dell’alleanza tra Fca e Psa, si è risolta in una delusione per le organizzazioni sindacali nostrane.

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Giuliano Cazzola – Dal controllo operaio alla partecipazione: un secolo di speranze deluse

A volta capita – credo non solo a chi scrive – di avvertire, in ciò che in quel momento si legge, delle assonanze con considerazioni e riflessioni espresse in altre letture (più o meno recenti) riguardanti personalità ed eventi, magari lontani nel tempo, ma affrontati – mutatis mutandis – con il medesimo approccio e con la stessa impostazione di cultura politica.

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Il principio di codeterminazione, l’esempio tedesco e perché funziona.

Nelle scorse settimane, l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando (PD) ha scatenato un acceso dibattito pubblico sulla necessità di esercitare un potere di controllo e vigilanza nelle aziende che beneficiano degli ingenti prestiti erogati dallo Stato italiano. Richiamandosi all’esempio della Germania, l’esponente del Partito Democratico ha suggerito che lo Stato possa entrare nel Cda delle aziende beneficiarie per un determinato periodo, in modo da garantire che l’impresa mantenga gli impegni assunti nel momento in cui riceve finanziamenti a fondo perduto da parte dello Stato. La proposta ha suscitato grandi polemiche costringendo Orlando a puntualizzare più volte le dichiarazioni fatte.

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Ora un vero patto sociale basato sulla partecipazione.

Caro Direttore,

Sono passati esattamente 50 anni dal 20 maggio 1970, la storica data in cui fu approvata la legge 300 che per tutti è conosciuta come lo ‘Statuto dei lavoratori’. Fu indubbiamente una svolta per le relazioni industriali e la democrazia sindacale, frutto di anni di lotte operaie aspre per l’affermazione di diritti fondamentali e il rispetto della dignità del lavoro. Oggi molte cose sono cambiate negli assetti economici e nel mondo produttivo. È emersa sempre più in questi anni l’esigenza di proteggere tutte le forme di lavoro, soprattutto quelle più flessibili e atipiche, di garantire una tutela ad ogni persona che lavora. Offrire, insomma, una vera sicurezza economica e professionale ai lavoratori per tutto l’arco della loro vita. Continua la lettura

Aldo Amoretti – Alitalia: i sindacati nel consiglio di amministrazione? Non è una buona idea.

Il Ministro Patuanelli comunica che si sta ragionando sulla presenza dei sindacati nel CdA della newco Alitalia. Si precisa che i sindacati dovranno avere un “ruolo molto forte” nella nuova compagnia. Io che sono non da ora favorevole alla partecipazione dei lavoratori nella gestione delle imprese (1) nel caso in questione sono di altro parere. In Alitalia questa esperienza si è già fatta ed è stata un fiasco.

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Massimo Visconti – Coronavirus, prima che rimangano solo macerie, una soluzione economica ci sarebbe

Un noto film di Carlo Verdone vedeva la moglie del protagonista, assillata dalla sterile paranoia del marito, dire continuamente “non ce la faccio più”. Oggi gli italiani costretti in casa da due mesi cominciano veramente a non farcela più. E non tanto per la pandemia quanto per la caotica e assurda gestione di questo momento difficile segnato dai continui DPCM che, come fuochi d’artificio, al termine della loro presentazione/show da parte del divo Giuseppe lascia le cose come stanno.

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Pietro Ichino – L’intelligenza del lavoro. Quando sono i lavoratori a scegliersi l’imprenditore.

Ringraziamo il prof. Ichino per averci concesso la possibilità di proporre in allegato un’anticipazione del quinto capitolo del libro

L’intelligenza del lavoro. Quando sono i lavoratori a scegliersi l’imprenditore, in corso di pubblicazione per Rizzoli ed., 2020.

Abbiamo anche il piacere di allegare i titoli dell’introduzione, dei primi quattro capitoli e un’anteprima della copertina.

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0 – 1 – Frontespizio e indice

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L. Pesenti e G. Scansani – Welfare aziendale dopo Covid-19. La sfida della partecipazione

Il refrain del momento è che con il Covid-19 “siamo come in guerra”. Rispetto al conflitto del 1940-1945 si dimentica, però, una differenza di non poco conto: dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, in Italia (come altrove), restava ben poco della struttura economica e produttiva: in gran parte linee ferroviarie, strade, fabbriche e macchinari erano stati completamente distrutti o gravemente danneggiati, mentre il sistema industriale riconvertito per le esigenze belliche aveva bisogno di una contro-riconversione per tornare al suo status originale. Continua la lettura

Silvia Della Posta – La partecipazione dei lavoratori nelle imprese, un’armonia possibile

Ringraziamo Silvia Della Posta per avere messo a nostra disposizione la sintesi del Project Work realizzato a conclusione del suo percorso di Master in Risorse Umane (“Professione personale”) presso ISMO.
Un contributo di pensiero che ci pone di fronte ai possibili sviluppi della partecipazione dei lavoratori nei contesti mutevoli proposti da ETUI con il progetto “Scenario-Building: Worker Participation 2030” e che sottolinea con vigore il ruolo imprescindibile della Formazione di tutti gli attori per dar vita a un sistema di relazioni di lavoro stabile e resistente ai fattori esogeni ed endogeni generatori di incertezza.

S. Della Posta – La partecipazione dei lavoratori nelle imprese. Un’armonia possibile

 

Fulvia D’Aloisio – Dalla mitbestimmung alla partecipazione

Il presente articolo è rivolto, attraverso un approccio etnografico, alle caratteristiche del sistema di relazioni industriali, ai principi e alle pratiche sindacali in atto all’interno di Automobili Lamborghini, nota azienda emiliana di super-sportcar, fondata da Ferruccio Lamborghini a Sant’Agata Bolognese nel 1963, di proprietà del Gruppo Volkswagen (VW) dal 1998 (nella holding Audi).[1] L’ipotesi qui perseguita riguarda innanzitutto il carattere di forte originalità di tale sistema di relazioni industriali, che si fonda su un particolare processo sincretico che tiene insieme la mitbestimmung tedesca (letteralmente cogestione), propria dell’ordinamento giuridico tedesco e del Gruppo VW, progressivamente adattata al quadro legislativo, alla prassi sindacale e alla cultura gestionale italiana.