Francesco Nespoli – Sergio Marchionne, le relazioni industriali nella competizione globale

Sergio Marchionne ha consentito a un’azienda come FIAT di affrontare un nodo strategico per la sua modernizzazione. Dal suo insediamento come amministratore delegato il manager italo-canadese ha infatti sviluppato una strategia di azione che dal livello nazionale si spostava finalmente a quello globale. Competere nel mercato mondiale dell’auto significa disporre di standard produttivi allineati a quelli dei principali competitor, in un settore contraddistinto da margini molto stretti di guadagno su ogni singolo prodotto.

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Franco Monaco – Il laburismo cristiano di Pierre Carniti

(SCAVUZZO / AGF)

Da tempo avevo perso i contatti con lui. Ma, ai miei occhi, egli ha sempre rappresentato una eminente figura di riferimento per il sindacato, per la politica, per il cattolicesimo sociale.

Uomo dalla tempra forte e dalle convinzioni granitiche, dai modi sobri e persino rudi, tipicamente lombardi, carismatico leader dei metalmeccanici, la Fim, e poi della Cisl tutta. Un innovatore, forse il sindacalista che più si è spinto avanti nell’attiva difesa del valore dell’autonomia e nella tensione all’unità del sindacato.

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Mario Bozzi Sentieri – Partecipazione azionaria dei dipendenti: una sfida da rilanciare

Secondo l’Annual Economic Survey of Employee Share Ownership in European Countries 2017, il sondaggio sulla  partecipazione azionaria dei dipendenti nei Paesi europei, il 2017 è stato un nuovo anno record per la partecipazione azionaria dei dipendenti. Nelle grandi imprese europee l’86,6% propone ai propri dipendenti piani di azionariato. Dal 2006 ad  oggi questa percentuale si è accresciuta  del 4% medio annuo, a dimostrazione di una crescita solida. Anche il numero di azionisti dipendenti ha ricominciato a crescere: 7,5 milioni di persone, dipendenti delle grandi imprese europee. Se aggiungiamo il milione di dipendenti che partecipano al capitale in piccole e medie imprese, il dato totale arriva a 8,5 milioni, interrompendo finalmente il calo del tasso di democratizzazione dell’azionariato dei dipendenti.  

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Marco Bentivogli – Impariamo a fare errori nuovi

«Sono una casta. Privilegiati che difendono altri privilegiati. Tutelano i fannulloni. Fanno i sindacalisti per non lavorare. Difendono solo le pensioni di anzianità e lasciano i giovani senza la prospettiva di una pensione dignitosa. Rappresentano i garantiti, disinteressandosi dei milioni di precari o di chi il lavoro non ce l’ha. Fanno scioperi che creano disagi più ai cittadini che alle controparti, di cui sono complici. Sono troppo legati alla politica. I bilanci e il tesseramento non sono trasparenti. Sono una cosa vecchia, inutile e dannosa, un retaggio del secolo scorso, un ostacolo alla crescita del Paese. Il sindacato in Italia è stato generalmente un fattore di ritardo che ha diminuito l’efficienza e la competitività complessiva del Paese».

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Walter Galbusera – Federmeccanica: nuove relazioni industriali ma silenzio sul modello tedesco

Federmeccanica: nuove relazioni industriali ma silenzio sul modello tedesco

Federmeccanica si è cimentata nelle scorse settimane in una impegnativa riflessione in tema di relazioni industriali, che va ben di là del contingente prefigurando una nuova cultura del lavoro. L’associazione della più importante categoria industriale si pone un obiettivo più ambizioso, ma non privo di suggestioni, quello di costruire un “Nuovo Umanesimo Metalmeccanico“ partendo dalla premessa che nelle imprese non si genera solo valore economico, ma anche crescita umana e culturale, solidarietà e mobilità sociale. Il nuovo approccio si fonda sugli interessi comuni di tutti coloro che sono parte dell’impresa mentre le radici si ritrovano nelle persone,nel l’etica del lavoro e nella responsabilità individuale.

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Mario Sassi – L’importante è partecipare…

Non è certo una sorpresa la cautela della CGIL sul tema. A questo proposito trovo divertente ma testimone sincero  di una cultura il siparietto del segretario FIOM Rosario Rappa “Calenda ha troppa inventiva e sta innovando troppo”.

Calenda, in effetti,  ha un po’ spiazzato tutti con la sua proposta per Alcoa. Le pur diverse forme di partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese non erano da tempo all’ordine del giorno del dibattito politico sindacale.

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Federico Butera – La partecipazione progettuale

Sintesi dell’intervento di Federico Butera, Professore Emerito di Scienze dell’Organizzazione, Università Bicocca di Milano e Sapienza di Roma. Presidente Fondazione IRSO, Istituto di Ricerca Intervento sui Sistemi Organizzativi, al seminario “Co-determinazione 4.0 – Governance e Contrattazione d’anticipo nella digitalizzazione”, organizzato da CGIL e tenutosi a Roma il 22 marzo 2018.

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Sergio Luciano – L’amnesia di Calenda e il rischio Gattopardo per il 5% in mano ai lavoratori

Perfino all’Alitalia funzionò: nel 1997 l’allora amministratore delegato della compagnia di bandiera, Domenico Cempella, firmò un accordo con l’Anpac, il potente sindacato dei piloti amichevolmente definito “Aquila selvaggia”, allora guidato dal comandante Augusto Angioletti, che divenne consigliere d’amministrazione della compagnia, in preparazione di una “fase due” che poi non decollò mai. Ma quel biennio fu l’unico, e l’ultimo, in cui l’azienda godette di una stabile pace sindacale e fece utili.

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