Simona Castellani – La felicità dei tuoi collaboratori passa dalla loro partecipazione allo scopo dell’impresa.

Adriano Olivetti con questa frase descrive benissimo lo sconforto che si può generare nei lavoratori di un’azienda che non abbia un nobile scopo, figuriamoci se lo scopo non è nemmeno mai stato riconosciuto, né dichiarato, né condiviso. Quante volte capita ad un lavoratore di essere messo nelle condizioni di partecipare ad un senso? Non abbastanza ahimè. Cerchiamo di capire perché è importante farlo.

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Marcello Veneziani – E’ possibile convertire il capitalismo al sociale?

È passata fugace, come una meteora d’agosto, la svolta annunciata da 181 top manager di altrettante banche e grandi imprese alla Tavola rotonda del Business che rappresenta il «gotha» dell’economia americana e globale, sulla necessità di cambiare la mission del capitalismo. Lo scopo principale dell’impresa – hanno detto i manager e le aziende del capitalismo imperante tra cui Jeff Bezos di Amazon e Tim Cook di Apple – non può più essere il profitto e la sua massimizzazione, come sosteneva Milton Friedman.

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Franco Debenedetti – La svolta etica all’esame dell’economia della conoscenza

«Crediamo nel libero mercato come il mezzo migliore per produrre lavoro, un’economia forte e sostenibile, innovazioni, un ambiente salubre, opportunità economiche per tutti.[…] Le nostre aziende hanno ciascuna il proprio scopo, noi condividiamo il nostro impegno verso tutti i nostri stakeholder». Così il documento della Business Roundtable del 19 agosto scorso. E così continua: «Siamo impegnati a fornire beni di valore ai nostri clienti, a investire nei nostri dipendenti, a trattare correttamente con i nostri fornitori, a sostenere le comunità in cui lavoriamo, a produrre valore di lungo termine per i nostri azionisti». Seguono le firme autografe degli oltre 180 ceo, tra cui quelli di Apple, Pepsi, Walmart (Business Roundtable). Continua la lettura

Scotty Hendricks – Codetermination: a way to rebalance the economy?

We are living in an age where the questioning of major institutions occurs regularly. Large numbers of Americans support changing to a new economic system, and even many who recommend keeping capitalism think it needs a bit of an overhaul. One idea, common in Europe but less so in America, that does the latter is called codetermination and maintains capitalism and the private ownership of property while giving workers a say in how their workplaces are managed. We’ll look at what it is, how it works, and the proposal to bring it to America.

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Martin Lowi – New Business Roundtable statement of corporate principles is a step in the right direction

As of August 19, 2019, the Business Roundtable (“BRT”) made what some people see as a very important change in its fundamental statement about corporate governance and what some others see as a palliative to prevent legislation that would be far more burdensome. I think both things happened. The new statement is here.

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Walter Jarvis, Natalia Nikolova – What are we teaching in business schools? The royal commission’s challenge to amoral theory

The banking royal commission has seen spectacular resignations, calls for changes in the law, and calls for cultural change within banks. But what about changes in education, which is where much of what’s wrong begins? Business schools teach the people who will one day be the managers and leaders who run banks and other financial institutions. They have had a hand in driving much of what came before the commission – the prioritisation of profit (ends) over how people are treated (means). Continua la lettura

Alessandro Somma – Quando la Socialdemocrazia tedesca tradì se stessa: Bad Godesberg e il ripudio della democrazia economica

Nel 2019 ricorrono due importanti anniversari tondi che i tedeschi stanno celebrando con una certa enfasi: cento anni fa veniva promulgata la Costituzione di Weimar, la prima in Europa a parlare di diritti sociali e di democrazia economica, mentre settant’anni fa vedeva la luce la Costituzione di Bonn, l’unica nata dalla sconfitta del fascismo a non menzionare i diritti sociali e la democrazia economica.

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Eillie Anzilotti – The business of the future is ethical, sustainable, and employee-owned

You may not know it, but when you’re buying clothes from Eileen Fisher, you’re buying from an employee-owned company. Fisher founded the company in the early 1980s, but instead of going public, she sold 30% of the company to her own employees in 2006 (they now own 40%). That’s helped her keep the brand’s principles aligned: Eileen Fisher was one of the first clothing companies to offset 100% of its carbon footprint, and it’s become a pioneer in advancing localized, sustainable production, setting itself on a path to use 100% organic cotton and linen by 2020.

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Wolfgang Kowalsky – “More democracy at work” or “more power to big corporations”, which is the new paradigm ?

Ringraziamo l’autore, Senior Advisor della European Trade Union Confederation (ETUC), per averci messo a disposizione il suo contributo di pensiero estratto da “The future of Europe”, la recente pubblicazione dell’European Trade Union Institute (ETUI) a cura di Peter Scherrer, Juliane Bir, Wolfgang Kowalsky, Reinhard Kuhlmann e Matthieu Méaulle.

More democracy at work or more power to big corporations, which is the new paradigm ?