Il ruolo delle parti sociali nello sviluppo di modelli sostenibili di organizzazione del lavoro: buone prassi europee.

Lo sviluppo di modelli sostenibili di organizzazione del lavoro, sia in termini di tutela dei lavoratori che di produttività delle imprese, rappresenta un obiettivo prioritario per affrontare gli imponenti cambiamenti demografici e tecnologici in atto. Come evidenziato da uno studio Eurofound (Sustainable work throughout the life course: National policies and strategies, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2016), in tale contesto le parti sociali possono avere un ruolo cruciale, sia per un approccio complessivo al tema sia per lo sviluppo di interventi mirati a specifiche categorie di lavoratori o a esigenze settoriali e/o territoriali.

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Recuperare le imprese per recuperare la dignità.

Il fenomeno delle imprese recuperate, nato all’inizio del XXI secolo in America latina – in particolare in Argentina – come reazione a una grave crisi economica e alla mancanza di adeguate risposte istituzionali, si sta diffondendo anche in Europa. In queste aziende i lavoratori si organizzano per evitare il licenziamento e con il sostegno del territorio inventano nuove opportunità e nuove forme di gestione delle attività produttive.

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Welfare Model Canvas: chi c’è con me nell’impresa?

Immaginiamo un imprenditore che ha un’idea e comincia a sondare il mercato, per capire se c’è spazio per la sua nuova avventura imprenditoriale. L’imprenditore comincia ad indagare, i trend, i bisogni e i desideri di quello che può diventare il suo target di cliente di riferimento, le persone a cui risolverà problemi legati al suo modo di vivere e che mirerà a rendere più felice.

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Giovani e lavoro: il 63% ora chiede nuove modalità di rappresentanza collettiva.

Giovani e lavoro, una storia impossibile. La situazione delle nuove generazioni nel mercato del lavoro italiano continua a non brillare di luce propria, nonostante l’uscita dalla fase più acuta della crisi. Non è servito nemmeno il programma triennale europeo“Garanzia Giovani” per cambiare verso, tant’è che l’Italia continua ad essere il Paese che lascia maggiormente i giovani in inoperosa attesa tra il non studio e il non lavoro.

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Decontribuzione premi se partecipano i lavoratori: l’analisi della Fondazione Studi.

Con un apposito approfondimento la Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro torna ad intervenire in materia di premi di produttività prendendo in esame la disciplina della decontribuzione prevista in caso di partecipazione, con modalità paritetiche, dei lavoratori alla individuazione dei criteri e condizioni.

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Dialogo sociale e co-gestione per la sfida di Industria 4.0. A proposito del libro Bianco del Governo tedesco sul lavoro 4.0

Lo scorso novembre, il Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali tedesco ha pubblicato il Libro Bianco sul Lavoro 4.0 – Weissbuch Arbeiten 4.0. Il volume tenta di fornire una prima risposta programmatica in termini di policy rispetto alle istanze emergenti da un mercato del lavoro in trasformazione, incalzate dalle nuove frontiere della quarta rivoluzione industriale.

Genesi del Weissbuch: la Hightech-Strategie e la nuova concezione di smart factory

Le osservazioni contenute nel Weissbuch sono il risultato, di un lungo processo di discussione intrapreso in Germania riguardo agli effetti della digitalizzazione non solo sui sistemi di produzione, ma, più in generale, sugli stili di vita e sulle abitudini delle persone, che evocano l’esigenza di costruire un nuovo “compromesso sociale”, nella continua tensione tra la crescente individualizzazione dei bisogni dei singoli e la necessità di un ancoraggio ad un quadro valoriale comune. Continua la lettura

Worker and consumer representation on boards, which route should the UK take ?

La partecipazione dei lavoratori all’impresa nasce dalla condivisione delle informazioni, si rafforza mediante la consultazione dello staff, dei rappresentanti o dei team di lavoro e, talvolta, si realizza al “terzo livello” della cogestione. Non credo alla gerarchia dei tre livelli di partecipazione: un’ampia condivisione delle informazioni aziendali può rivelarsi molto più produttiva di un complicato processo decisionale mirato a mettere tutti d’accordo. Ogni azienda ha la sua storia e la sua cultura e, di conseguenza, le sue pratiche partecipative. Ma anche un popolo, una nazione o un partito hanno approcci peculiari rispetto al tema della partecipazione. Interessante quindi il contributo di pensiero che pubblichiamo di seguito perché presenta un progetto di riforma “inaspettato” da parte del nuovo primo ministro britannico e, inoltre, ci consente di ripercorrere le diverse applicazioni della codeterminazione nell’Unione Europea. Visionario il progetto di rappresentanza dei consumatori nel board. (nota del Redattore) Continua la lettura