Fca-Psa, Bentivogli: “Una svolta i lavoratori nel cda”.

Fca ha rassicurato i sindacati: la fusione annunciata con Psa non mette in discussione il piano di investimenti da 5 miliardi, mirato anche a salvaguardare l’occupazione in Italia. E’ quanto emerso da un incontro tra l’azienda automobilistica e i sindacati di categoria, che si è tenuto a Torino Mirafiori, nel quale il Ceo Emea di Fca, Pietro Gorlier, ha illustrato i contenuti di un memorandum che prevede una fusione al 50-50 con un primo board composto da 10 consiglieri tra cui 2 rappresentanti dei lavoratori uno, per Psa ed uno per Fca. L’assetto azionario sarà stabile per 7 anni ad eccezione della possibilità della famiglia Peugeot di salire e DongFeng scendere.

“La fusione – ha commentato il leader di Fim Cisl Marco Bentivogli – offre molte opportunità per i due gruppi come il rafforzamento in mercati diversi dove in Europa Psa è molto radicato e in USA dove Fca ha il 66% del suo fatturato. La sfida per entrambi i gruppi sarà aggredire il mercato asiatico dove entrambe hanno una incidenza poco rilevante. Una notizia importante per l’Italia è che anche dopo il closing della fusione, il piano di Fca per gli stabilimenti italiani continua con gli investimenti già annunciati, ovvero 5 miliardi entro il 2022, su elettrificazione e ibridazione dei nuovi modelli.

“Come Fim Cisl – ha aggiunto Bentivogli – riteniamo che la sinergia industriale tra i due gruppi possa creare importanti opportunità dal punto di vista industriale, rafforzando le due società con la presenza su mercati come quello asiatico che a tutt’oggi è sconosciuto ad Fca. Un utilizzo sinergico di piattaforme condivise per lo sviluppo e la produzione di nuove vetture sia ibride plug-in che full elettric possono creare le condizioni di sviluppo, di volumi e riduzione dei costi per l’aumento delle economie di scala ma il tutto deve essere accompagnato da forti investimenti sulla ricerca e sviluppo di prodotto e di processo per affrontare la transizione verso l’elettrico, ormai alle porte. Economie che consentiranno maggiore attenzione alla sostenibilità anche per abbattere i costi di batterie e altri componenti di veicoli a emissioni zero”.

“Come Fim Cisl riteniamo una vera svolta la presenza dei rappresentanti dei lavoratori dentro il consiglio di amministrazione, presenza necessaria soprattutto durante questo processo di aggregazione. Psa aveva già rappresentanti nell’advisory board e la scelta di Fca di rispondere in modo simmetrico ma dentro il Cda ha una portata straordinaria”. Non mancano però i motivi di preoccupazione, da monitorare con attenzione: “Abbiamo richiesto chiarimenti relativi all’eventual spin-off di Comau. Al momento resterà nel perimetro ma nulla è escluso per il futuro”, ha aggiunto ad esempio il sindacalista.

(FIRSTonline)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *