Lavoro e felicità, ecco il distretto che fa scuola.

L’obiettivo è trasformare il distretto calzaturiero del Basso Rubicone in un luogo a misura di lavoratore, rafforzando la presenza di manodopera femminile grazie ad orari più flessibili e maggiori servizi. Ufficializzato a San Mauro Pascoli il piano per il 2019 di quello che ormai viene chiamato ‘Il Distretto calzaturiero della felicità’, primo classificato in regione fra gli «innovatori responsabili».

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At $49 billion company Essilor, employees are the largest shareholders — and the CEO says that’s the best way to do it.

At The Essilor Group, an ophthalmics company based in France, employees are the largest group of company shareholders. To date, 55% of Essilor’s 67,000 global employees are shareholders, and they own upwards of 8% of the company’s share capital. All employees, regardless of seniority, are eligible to use their wages to purchase shares.

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Dove i dipendenti hanno voce in capitolo.

Anche se ci sono differenze significative all’interno dell’UE con riferimento ai diritti di partecipazione nei consigli di sorveglianza o di amministrazione delle società, l’Europa è relativamente ben messa. Questi diritti sono un “elemento chiave del modello economico europeo”, sostiene Anke Hassel, responsabile scientifico di “Workers‘ Voice and Good Corporate Governance in Transnational Companies in Europe”, il gruppo di lavoro avviato nel 2015 dal direttore dell’IMU, Norbert Kluge. I membri sono professionisti delle imprese, sindacati ed esperti europei e accademici di tutta Europa. È stato analizzato il modo in cui i dipendenti influenzano le decisioni aziendali in altri paesi dell’UE.

Premi di risultato e welfare: a Torino e provincia si punta su qualità ed efficienza.

In una città che sta vivendo sulla sua pelle l’incidenza e la profondità delle crisi industriali, tra reindustrializzazioni e scenari di delocalizzazione, le attività sindacali sono inevitabilmente all’ordine del giorno. In ambito metalmeccanico e non solo. Ma se gli esiti dipendono dalle singole trattative, un tema d’attualità è legato – in parallelo – al modello che sta alla base del rapporto tra le aziende e i rappresentanti dei lavoratori.

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Alessandra Servidori – Salari e produttività: il cambiamento deve partire dalle aziende

In Italia, solo il 23% dei lavoratori dipendenti beneficia di regimi di pagamento variabili in base alla produttività e solo il 13,4% delle aziende riconosce bonus ai dipendenti e ai collaboratori legati al raggiungimento degli obiettivi di produttività, efficienza e qualità. E’ quanto emerge dalla relazione della Commissione UE sul mercato del lavoro e sugli sviluppi salariali nel 2018, che sottolinea l’importanza della produttività per sostenere la crescita dei salari. E se l’Italia non brilla nello scenario europeo, per il cambio di rotta determinante sarà il ruolo delle aziende. Una partita ancora aperta? Continua la lettura

Quanto sono presenti i nostri sindacati?

Il 45% dei lavoratori altoatesini dispone di una rappresentanza sindacale direttamente nell’azienda in cui lavora. Il dato è riportato dallo studio IPL sulle condizioni di lavoro in Alto Adige (EWCS). La presenza di organizzazioni sindacali è superiore alla media nel settore istruzione ed educazione (83%) così come nelle grandi imprese, mentre è scarsa nei settori agricoltura e turismo e nelle aziende di piccole dimensioni. Secondo l’IPL gli spazi vuoti sulla mappa della presenza sindacale nelle imprese dovrebbero scomparire: la trasformazione digitale non permette più di rinunciare al confronto con i lavoratori.

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Europa, sì alla partecipazione finanziaria dei lavoratori all’impresa.

Il 23 ottobre 2018 l’Europarlamento, con il voto favorevole del 93%, ha approvato una Risoluzione in favore della partecipazione finanziaria dei lavoratori e di una maggiore partecipazione dei lavoratori nei processi decisionali aziendali. In premessa, il Parlamento europeo sottolinea i vantaggi, confermati da numerosi studi, che il coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali aziendali ha in termini di governance sostenibile, risultati organizzativi, economia e mercato del lavoro anche e soprattutto in caso di ristrutturazioni aziendali.

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Confindustria: premi collettivi per 3 lavoratori su cinque.

Nelle imprese associate a Confindustria vengono erogati premi collettivi per oltre 3 lavoratori su 5. E’ quanto emerge da un’indagine del centro studi di viale dell’Astronomia (Csc) sul lavoro. L’annuale report sulle condizioni dell’occupazione ha registrato che nella prima metà dell’anno nell’industria in senso stretto il 63,7% dei lavoratori era coperto da un contratto aziendale che prevede l’erogazione di premi variabili collettivi (l’82,5% nelle imprese con almeno 100 dipendenti). La contrattazione aziendale di contenuto economico è meno diffusa nei servizi, dove i lavoratori coperti erano il 45,3%.

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