Il principio di codeterminazione, l’esempio tedesco e perché funziona.

Nelle scorse settimane, l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando (PD) ha scatenato un acceso dibattito pubblico sulla necessità di esercitare un potere di controllo e vigilanza nelle aziende che beneficiano degli ingenti prestiti erogati dallo Stato italiano. Richiamandosi all’esempio della Germania, l’esponente del Partito Democratico ha suggerito che lo Stato possa entrare nel Cda delle aziende beneficiarie per un determinato periodo, in modo da garantire che l’impresa mantenga gli impegni assunti nel momento in cui riceve finanziamenti a fondo perduto da parte dello Stato. La proposta ha suscitato grandi polemiche costringendo Orlando a puntualizzare più volte le dichiarazioni fatte.

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Focus FCA-Psa – Luigi Campagna “Una nuova possibilità di partecipazione dei lavoratori”

Nell’ambito dell’accordo di fusione FCA-PSA, continua a far discutere la decisione di includere nel Consiglio d’Amministrazione due membri in rappresentanza dei lavoratori. Paroledimanagement.it ha già affrontato il tema con un’intervista a Paolo RebaudengoResponsabile di Relazioni Industriali quando ancora FCA si chiamava Fiat.

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La codecisione promuove la Responsabilità Sociale d’Impresa.

Quando le aziende dichiarano di agire socialmente e nel rispetto dell’ambiente, l’acronimo di riferimento è CSR, Corporate Social Responsibility. Il fatto che ciò accada dipende dalla misura in cui i dipendenti membri del Consiglio di Sorveglianza  possano avere voce in capitolo. Lo sostengono Robert Scholz e Sigurt Vitols del Social Science Research Center di Berlino in un’indagine finanziata dalla Fondazione Hans Böckler.

Alessandro Somma – Quando la Socialdemocrazia tedesca tradì se stessa: Bad Godesberg e il ripudio della democrazia economica

Nel 2019 ricorrono due importanti anniversari tondi che i tedeschi stanno celebrando con una certa enfasi: cento anni fa veniva promulgata la Costituzione di Weimar, la prima in Europa a parlare di diritti sociali e di democrazia economica, mentre settant’anni fa vedeva la luce la Costituzione di Bonn, l’unica nata dalla sconfitta del fascismo a non menzionare i diritti sociali e la democrazia economica.

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Il dibattito a destra – Torna d’attualità la partecipazione dei lavoratori

In tempi di politica “liquida”, priva cioè di orizzonti lunghi, Fratelli d’Italia  – annuncia Giorgia Meloni, leader del partito – si prepara a lanciare una campagna nazionale per la partecipazione dei lavoratori alle imprese. La notizia non è di poco conto, sia per il valore della proposta che per la ricomposizione su basi programmatiche del centrodestra.

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Dove i dipendenti hanno voce in capitolo.

Anche se ci sono differenze significative all’interno dell’UE con riferimento ai diritti di partecipazione nei consigli di sorveglianza o di amministrazione delle società, l’Europa è relativamente ben messa. Questi diritti sono un “elemento chiave del modello economico europeo”, sostiene Anke Hassel, responsabile scientifico di “Workers‘ Voice and Good Corporate Governance in Transnational Companies in Europe”, il gruppo di lavoro avviato nel 2015 dal direttore dell’IMU, Norbert Kluge. I membri sono professionisti delle imprese, sindacati ed esperti europei e accademici di tutta Europa. È stato analizzato il modo in cui i dipendenti influenzano le decisioni aziendali in altri paesi dell’UE.