La democrazia economica si conquista con la partecipazione.

Nel paese dei disuguali

Giovedì 15 febbraio, nella sede di Coworking 311 in Lungadige Galtarossa a Verona, Dario Di Vico ha presentato il suo nuovo libro Nel Paese dei disuguali. Noi, i cinesi e la giustizia sociale edito da Egea. All’appuntamento, moderato da Patrizio del Prete,  è intervenuto  il Segretario della Cisl Veneto Onofrio Rota. L’inchiesta dell’autore indaga diversi aspetti della società italiana e offre un quadro dei cambiamenti degli ultimi 20 anni. «Sono numerosi i fattori di esclusione  – spiega Di Vico –, la disuguaglianza non è solo economica e si insinua nei corpi sociali, ad esempio tra Nord e Sud, come anche tra gli stessi Paesi del G7». Emerge quindi una realtà complessa e stratificata che «solo attraverso analisi puntuali che non si arrendono alle generalizzazioni può essere compresa».

 

Continua la lettura

Edo Billa – Il flusso del potere

Da lungo tempo, ancora prima di iniziare a studiare e cercare di comprendere meglio i contesti economici, i comportamenti sociali, il ruolo delle organizzazioni politiche, il funzionamento delle democrazie avanzate, mi chiedevo come mai, in Italia in particolare, ma anche nel resto del mondo, non si sia sviluppata quella che possiamo definire la democrazia economica o più in generale la democrazia sociale, da affiancare alla bene o male affermata democrazia politica.

Continua la lettura

Livio Ghiringhelli – Per un nuovo sindacalismo

È indubbio che per risanare le falle dell’attuale sistema economico, con tutti i riflessi negativi esercitati sul funzionamento della società, è necessario coinvolgere al contempo i lavoratori, i consumatori e i cittadini secondo principi di solidarietà e sussidiarietà. Si impone all’attenzione un’economia sociale di mercato, quale si configura nei principi del Trattato di Lisbona (art.2, c. 3), che rispecchi in parallelo la compresenza di concorrenza di mercato e l’equità sociale.

Continua la lettura

Furlan: “Pronti a ripartire da lavoro, cuneo e tasse. Confindustria in ritardo”.

Una svolta tedesca. “Non come quella della legge elettorale “, annota la segretaria della Cisl Annamaria Furlan. “Proponiamo una mossa per tentare di rilanciare il sistema produttivo e cambiare il volto del capitalismo italiano: mettere in campo le risorse dei fondi pensione contrattuali per favorire gli investimenti, in cambio di una partecipazione azionaria dei lavoratori nelle imprese”.

Continua la lettura

Poste italiane secondo il congresso della Slp-Cisl.

“Mantenere in piedi la mobilitazione dell’intera categoria. La privatizzazione, non ancora scongiurata, se attuata metterebbe a rischio l’unicità aziendale, per la quale l’organizzazione si è sempre battuta in tutti questi anni e per la quale continuerà a battersi nel futuro. L’ulteriore privatizzazione metterebbe inoltre a rischio i livelli occupazionali attuali e la capillarità della rete di distribuzione e degli uffici oggi ancora in piedi”.

Continua la lettura

Intervista a Francesco Cavallaro (CISAL)

La partecipazione dei lavoratori costituisce da tempo un pilastro centrale in molti contesti esteri (in particolare dell’area renano-scandinava) che ne hanno saputo fare un fattore strategico in ottica di competitività economica e inclusione sociale; contesti che si distinguono sullo scenario globale per relazioni industriali costruttive e finalizzazione comune verso l’interesse primario aziendale. Quali le potenzialità socio-economiche?

La colpevole inerzia della politica italiana non ha consentito, purtroppo, di sperimentare le potenzialità socio economiche proprie del modello partecipativo, nonostante questo sia stato immaginato e tracciato, con ammirevole lungimiranza, dal nostro legislatore costituente, in particolare all’art. 46 della Costituzione.

Continua la lettura

Consiglio nazionale CISAL, Cavallaro: “Lavoratori stanchi delle finte tutele”.

È l’affermazione delle “libertà responsabili” la nuova sfida della CISAL che, da Salerno, suona la carica ai lavoratori stanchi delle finte tutele perché, più che mai, bisognosi di difensori dei diritti e degli interessi di chi crede fermamente nell’insostituibile ricchezza del “capitale” lavoro.

Continua la lettura