Pier Paolo Saleri – Germania felix ?

Il successo economico della Germania, dalla ricostruzione sino ai giorni nostri, viene generalmente attribuito, e a ragione, alla scelta dell’economia sociale di mercato, cioè di un capitalismo solidale che mirava a imbrigliare e indirizzare «gli spiriti animali del capitalismo selvaggio» verso obbiettivi di solidarietà, di partecipazione e di costruzione del bene comune. Quell’Ordoliberalismo che ha non pochi punti di contatto con la Dottrina sociale della Chiesa. È questa la strada attraverso la quale parte, nei primi anni 50, la ricostruzione economica della Germania sotto la regia di statisti del livello di Adenauer e di Erhard.

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Livio Ghiringhelli – Per un nuovo sindacalismo

È indubbio che per risanare le falle dell’attuale sistema economico, con tutti i riflessi negativi esercitati sul funzionamento della società, è necessario coinvolgere al contempo i lavoratori, i consumatori e i cittadini secondo principi di solidarietà e sussidiarietà. Si impone all’attenzione un’economia sociale di mercato, quale si configura nei principi del Trattato di Lisbona (art.2, c. 3), che rispecchi in parallelo la compresenza di concorrenza di mercato e l’equità sociale.

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Slow Finance – Per un nuovo mutualismo

La chiamano «gig economy». È un settore produttivo in espansione legato alla fornitura di servizi. Si basa sul comandamento che recita: «Lavora quando servi». Prolifera sulla fine della prestazione d’opera continuativa ed è alimentato da un esercito di lavoratori “in proprio”, la cui attività si riferisce a un tempo saltuario, breve, intermittente.   

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Lavoro: Veneto, terza regione in Italia per contratti di secondo livello – Assessore Donazzan: “Svolta culturale promossa dalla Regione”.

Comunicato stampa N° 1138 del 18/08/2016

(AVN) Venezia, 18 agosto 2016

Con 1931 contratti di secondo livello il Veneto è la terza regione in Italia, alle spalle di Lombardia ed Emilia Romagna, per stipula di contratti integrativi, aziendali o territoriali. Un contratto su 7, tra quelli di secondo livello in Italia, è sottoscritto da aziende e lavoratori veneti. Una sorta di primato, messo a segno in particolare nell’ultimo anno, con ben 1063 accordi aziendali e 219 territoriali firmati nel 2015.

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Rifondare l’Europa sull’inclusione. Un riferimento sottovalutato di Francesco all’economia sociale di mercato.

Col suo discorso del 6 maggio, in occasione del conferimento del premio Carlo Magno, Francesco ha inteso scongiurare il rischio eutanasico di un’Europa tentata da una volontà di “dominare spazi più che generare processi di inclusione e trasformazione”. L’obiettivo è l’apertura della ragione pubblica europea, troppo spesso involuta e chiusa in se stessa, come dimostrano i dibattiti cui assistiamo sui mass media e gli stessi dati elettorali che certificano quasi ovunque un avanzamento dei partiti a sfondo populista quando non xenofobo.

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Pietro Moroni – L’economia sociale di mercato è una risposta? Capire l’ordoliberalismo

(www.pandorarivista.it, 02.05.2016)

Impugnare, come spesso avviene, da sinistra, la bandiera dell’economia sociale di mercato come una sorta di conquista o di posizione ideale, rischia di essere una posizione molto ingenua, specie se, come spesso avviene, neanche ci si cura di provare a capire di che cosa si tratti.

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