Roberto Giardina – Germania, intesa storica per i lavoratori: settimana da 28 ore.

Meglio la vita che il lavoro, e anche dei soldi. L’accordo dei metalmeccanici tedeschi è un evento storico, non solo per la loro categoria. Indica una nuova via per i lavoratori europei. Mentre a quattro mesi e mezzo dal voto (il 24 settembre), stavano per giungere a conclusione le faticose trattative per la nuova Große Koalition, l’IG Metall, il più potente sindacato al mondo, con 3,9 milioni di iscritti, ha minacciato di paralizzare l’industria, con un primo Warnstreik, uno sciopero d’avvertimento, che ha coinvolto mezzo milione di operai. Le richieste sembravano folli: riduzione della settimana da 35 a 28 ore, e un aumento del sei per cento. Ogni punto percentuale comporta un costo di due miliardi di euro.

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Rocco Palombella – Le novità dei metalmeccanici italiani non sono da meno di quelle dei cugini tedeschi

Ci sono due notizie importanti che giungono dalla Germania. La prima è di natura squisitamente politica e riguarda l’intesa per il nuovo governo di Angela Merkel. I due principali partiti tedeschi, Cdu e Spd, hanno raggiunto l’accordo definitivo per governare insieme. E, tra le altre cose, hanno deciso di spendere ben 46 miliardi di euro nei prossimi 4 anni in investimenti pubblici a favore della formazione, della digitalizzazione, del risanamento ambientale, nella riforma dell’imposizione fiscale, nello sviluppo industriale.

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Come fare della contrattazione una leva per la produttività? I risultati del progetto Bargaining for Productivity.

Complesso e controverso è il significato del concetto di produttività. Tempo fa, avevamo provato a fare chiarezza, prendendo spunto dal prezioso contributo di Luciano Gallino (L. GALLINO, La lotta di classe dopo la lotta di classe, Laterza, 2013), che definiva la produttività come valore aggiunto per ora lavorata.

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Giampiero Bianchi – Imprese-sindacati verso una partecipazione responsabile ?

Non tutto quello che ci viene dalla “globalizzazione” è un problema per il sindacato: può essere anche risorsa e questo è forse il caso dello storico tema della partecipazione. Dalla Scandinavia agli Usa, dalla Germania alla stessa Italia, non son poche infatti le positive esperienze di collaborazione tra sindacati e aziende in cui – anche sulla spinta della grande crisi post 2008, gli attori delle Relazioni sindacali sono spinti a ripensare i propri comportamenti. L’idea dello studio che segue – pubblicato sul n.3/2016 di “Vita e pensiero” – è che il “coinvolgimento del lavoro” nelle vita d’impresa può essere “chiave di successo nella nuova competizione globale”.

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