Alan Friedman, pessimista.

“Questa è un’intervista pessimista. O realista, se preferisci”. Con la sua voce baritonale e le erre arrotate in un italiano elegantemente anglosassone, Alan Friedman non tarda a mettere in chiaro la sua visione sul futuro del lavoro. Studi alla London School of Economics, alla New York University e alla Johns Hopkins, 14 anni e quattro British Press Award come corrispondente del ‘Financial Times’ dall’Italia e dagli Usa, poi del ‘New York Times’ e dell’‘Herald Tribune’, giornalista globale con più d’un piede in Italia, Friedman sarà presente al Film festival diritti umani Lugano. Questa sera al Cinema Corso discuterà di diritti e lavoro a margine della proiezione di ‘On va tout péter’ (vedi articolo sotto), dedicato alla memorabile protesta degli operai francesi contro la chiusura di un grande stabilimento del settore automobilistico; domani, stesso posto alle 11, parlerà invece della situazione in Ucraina accanto al film ‘No Obvious Signs’. Continua la lettura

“Diritti e democrazia industriale in Europa”, il seminario della Cgil. Un confronto con i maggiori sindacati europei.

È ormai chiaro che è l’Europa il campo sul quale si gioca l’enorme questione del lavoro, dei diritti, delle tutele, delle legislazioni, soprattutto dopo il decennio della crisi del capitalismo, e l’avvio di una nuova fase molto critica sul piano industriale. I problemi aperti sono tanti, sia a livello continentale, che soprattutto a livello di ogni singolo Paese, dove sono state adottate misure di relazioni e di politiche industriali talmente differenti da delineare in Europa una sorta di mosaico impazzito privo di un disegno unitario, razionale e definito. Su questi temi, la Cgil ha organizzato un workshop, un seminario, dal titolo “Diritti e democrazia industriale in Europa”, chiamando al confronto esponenti di importanti sindacati europei, giuristi, esperti, con le conclusioni affidate al segretario generale Maurizio Landini. Ha coordinato i lavori Susanna Camusso, ex segretario generale della Cgil e oggi responsabile dell’Area politiche europee e internazionali del sindacato di corso d’Italia. Continua la lettura

Industria 4.0 e lavoro: le tecnologie favoriscono la cultura della partecipazione.

Le tecnologie per l’Industria 4.0 richiedono un nuovo tipo di organizzazione del lavoro in cui diventa fondamentale la partecipazione dei lavoratori. Solo di recente in Italia si stanno diffondendo nuove forme di partecipazione diretta, trainate dall’innovazione organizzativa e tecnologica e soprattutto dalla lean evoluta. Per esempio sta crescendo la delega su obiettivi ai singoli lavoratori  per aumentare la loro autonomia, l’uso dello smart working o del teamwork, Ma come alimentare la partecipazione diretta all’innovazione? In questo articolo tratto da “R-Innovare il Family Business. L’intelligenza naturale dell’imprenditore come differenziale competitivo” (Guerini Next), Luciano Pero, docente di Organization Theory and Design al MIP-Politecnico di Milano, illustra una serie di metodi. “Se si diffondessero – sostiene – si creerebbe certamente in Italia una nuova cultura della partecipazione”.  Continua la lettura

Franco Debenedetti – La svolta etica all’esame dell’economia della conoscenza

«Crediamo nel libero mercato come il mezzo migliore per produrre lavoro, un’economia forte e sostenibile, innovazioni, un ambiente salubre, opportunità economiche per tutti.[…] Le nostre aziende hanno ciascuna il proprio scopo, noi condividiamo il nostro impegno verso tutti i nostri stakeholder». Così il documento della Business Roundtable del 19 agosto scorso. E così continua: «Siamo impegnati a fornire beni di valore ai nostri clienti, a investire nei nostri dipendenti, a trattare correttamente con i nostri fornitori, a sostenere le comunità in cui lavoriamo, a produrre valore di lungo termine per i nostri azionisti». Seguono le firme autografe degli oltre 180 ceo, tra cui quelli di Apple, Pepsi, Walmart (Business Roundtable). Continua la lettura

Walter Jarvis, Natalia Nikolova – What are we teaching in business schools? The royal commission’s challenge to amoral theory

The banking royal commission has seen spectacular resignations, calls for changes in the law, and calls for cultural change within banks. But what about changes in education, which is where much of what’s wrong begins? Business schools teach the people who will one day be the managers and leaders who run banks and other financial institutions. They have had a hand in driving much of what came before the commission – the prioritisation of profit (ends) over how people are treated (means). Continua la lettura

La codecisione promuove la Responsabilità Sociale d’Impresa.

Quando le aziende dichiarano di agire socialmente e nel rispetto dell’ambiente, l’acronimo di riferimento è CSR, Corporate Social Responsibility. Il fatto che ciò accada dipende dalla misura in cui i dipendenti membri del Consiglio di Sorveglianza  possano avere voce in capitolo. Lo sostengono Robert Scholz e Sigurt Vitols del Social Science Research Center di Berlino in un’indagine finanziata dalla Fondazione Hans Böckler.

Alessandro Somma – Quando la Socialdemocrazia tedesca tradì se stessa: Bad Godesberg e il ripudio della democrazia economica

Nel 2019 ricorrono due importanti anniversari tondi che i tedeschi stanno celebrando con una certa enfasi: cento anni fa veniva promulgata la Costituzione di Weimar, la prima in Europa a parlare di diritti sociali e di democrazia economica, mentre settant’anni fa vedeva la luce la Costituzione di Bonn, l’unica nata dalla sconfitta del fascismo a non menzionare i diritti sociali e la democrazia economica.

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La società delle macchine intelligenti: urgenza di un’alleanza fra capitale e lavoro

Si è svolto Sabato 23 febbraio, presso l’Unione Industriale di Torino, il convegno, moderato da Ezio Ercole, Vice-Presidente dell’ Ordine dei Giornalisti del Piemonte, dedicato all’ Industria 4.0: partecipazione e cogestione dei lavoratori nell‘era dell‘intelligenza artificiale, organizzato dall’associazione Europa Nazione Cristiana in collaborazione con l’ UCID, l’ Ordine dei Giornalisti, Alpina e Poesia Attiva.

Riportiamo qui di seguito una breve sintesi degli interventi dei partecipanti e il testo integrale del discorso di Riccardo Lala. Continua la lettura

Acquisti su internet: le cooperative in campo per salvare il “commercio”.

Di fronte al dilagare del commercio su internet, attraverso le note piattaforme, scendono in campo le cooperative di produzione e lavoro nei settori della logistica e della distribuzione delle merci. L’obiettivo è chiaro: “salvare” il commercio al dettaglio, soprattutto nei centri storici, anche attraverso una razionalizzazione delle consegne adottando un modello sempre più eco-sostenibile, una maggiore qualità del lavoro e una nuova e proattiva partecipazione dei soci e dei lavoratori alle vicende delle imprese.

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