Heinz Bierbaum – I diritti dei lavoratori al primo posto

Si deve constatare che negli ultimi decenni il peso politico del lavoro è diminuito. I diritti dei lavoratori sono stati limitati e i sindacati sono stati indeboliti. È questa la conseguenza della politica neoliberista prevalente da tanti anni. Un elemento centrale della politica neoliberista è l’attacco ai diritti dei lavoratori. La cosiddetta riforma del mercato del lavoro è un fattore principale della politica d’austerità europea, cioè flessibilità dell’organizzazione del lavoro, meno tutela dei lavoratori, priorità degli accordi aziendali sui contratti collettivi, indebolimento dei sindacati.

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Consorzio Logistica e Servizi – Percorso seminariale sulla Cooperazione

Il percorso seminariale sulla Cooperazione avviato lo scorso 18 Maggio 2018 ad Ascoli Piceno con il titolo “…. E si fece Impresa”, ha visto svolgersi venerdì 13 Luglio 2018 a Roma, presso l’Accademia della Cooperazione, via dello Scalo Ferroviario di San Lorenzo 16, il suo secondo appuntamento dal titolo “….E perché si fece Impresa” . A questi due primi appuntamenti, seguiranno a breve due ulteriori iniziative di cui la prossima a fine Settembre a Perugia e l’ultima a fine Ottobre a Bologna.

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Il sistema dualistico di amministrazione e controllo nella società per azioni.

Il sistema dualistico di amministrazione e controllo – come illustra la Relazione al d.lgs. n. 6/2003 (§ 6, I) – si ispira ai modelli disegnati negli ordinamenti tedesco e francese, ed allo Statuto della Società Europea, come regolato dal Consiglio dell’Unione con Regolamento dell’8 ottobre 2001, n. 2157. Il sistema si caratterizza per la presenza di un organo intermedio fra l’assemblea dei soci, proprietari dell’impresa, ed i gestori di questa: il consiglio di sorveglianza.

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Federico Butera – La partecipazione progettuale

Sintesi dell’intervento di Federico Butera, Professore Emerito di Scienze dell’Organizzazione, Università Bicocca di Milano e Sapienza di Roma. Presidente Fondazione IRSO, Istituto di Ricerca Intervento sui Sistemi Organizzativi, al seminario “Co-determinazione 4.0 – Governance e Contrattazione d’anticipo nella digitalizzazione”, organizzato da CGIL e tenutosi a Roma il 22 marzo 2018.

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Intervista a Giovanni Scansani

1. Ci parli di lei…

Dopo aver maturato le mie esperienze manageriali come Amministratore Delegato di aziende specializzate in servizi alle imprese e ai lavoratori, nel 2012 ho dato vita ad una delle prime realtà italiane specializzate nell’erogazione di servizi di supporto al Welfare Aziendale e dal 2016, come co-fondatore e Amministratore unico di Valore Welfare Srl, mi occupo di consulenza operativa per la progettazione e la realizzazione di piani di Welfare Aziendale.

Collaboro con alcune testate dedicate all’HRM e sono tra i componenti dell’Osservatorio Welfare Aziendale di Assolombarda, nonché del Laboratorio di ricerca “Welfare Benefit Return” istituito presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

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Intervista a Mario Sai

Mario Sai è responsabile dell’Ufficio Studi della Camera del Lavoro di Milano. Insegnante, pubblicista, dirigente sindacale. Dagli anni ottanta si è occupato del rapporto tra innovazione tecnologica e cambiamenti nel lavoro da diverse angolature. Come presidente di commissione al Cnel, designato dalla Cgil, ha coordinato dal 1998 al 2004 la stesura dei «Rapporti sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione» in Italia.

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Filippo Belloc – Worker participation under the threat of dismissal: a challenge for innovative companies?

In the last ten years, dismissal regulation has been the focus of increased policy concern in the EU, mainly due to its alleged influence on a number of national economic aggregates (such as employment levels and economic growth). Several European countries experienced an increased frequency of reforms addressing the dismissal regulation for permanent contracts, in particular countries with relatively stringent legislations before the crisis, notably Spain, Italy and France.

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Roberto Giardina – Germania, intesa storica per i lavoratori: settimana da 28 ore.

Meglio la vita che il lavoro, e anche dei soldi. L’accordo dei metalmeccanici tedeschi è un evento storico, non solo per la loro categoria. Indica una nuova via per i lavoratori europei. Mentre a quattro mesi e mezzo dal voto (il 24 settembre), stavano per giungere a conclusione le faticose trattative per la nuova Große Koalition, l’IG Metall, il più potente sindacato al mondo, con 3,9 milioni di iscritti, ha minacciato di paralizzare l’industria, con un primo Warnstreik, uno sciopero d’avvertimento, che ha coinvolto mezzo milione di operai. Le richieste sembravano folli: riduzione della settimana da 35 a 28 ore, e un aumento del sei per cento. Ogni punto percentuale comporta un costo di due miliardi di euro.

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Rappresentanza sindacale in Francia, Spagna e Germania riforme da tenere d’occhio.

L a vicenda Amazon ha riportato agli onori della cronaca uno degli elementi strutturali della società italiana di oggi: lo stato di crisi del sindacato e della sua rappresentatività. Sullo sfondo di questa controversa vertenza è infatti ritornato a galla il problema dell’eccessiva parcellizzazione della rappresentanza sociale. Questa vicenda dà quindi lo spunto per riflettere su quello che sta accadendo in giro per l’Europa in materia: cioè quali riforme paesi come Francia, Spagna e Germania hanno realizzato o sono sul punto di farlo per modificare il loro sistema di rappresentanza.

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