Simona Castellani – La felicità dei tuoi collaboratori passa dalla loro partecipazione allo scopo dell’impresa.

Adriano Olivetti con questa frase descrive benissimo lo sconforto che si può generare nei lavoratori di un’azienda che non abbia un nobile scopo, figuriamoci se lo scopo non è nemmeno mai stato riconosciuto, né dichiarato, né condiviso. Quante volte capita ad un lavoratore di essere messo nelle condizioni di partecipare ad un senso? Non abbastanza ahimè. Cerchiamo di capire perché è importante farlo.

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Tutte le potenzialità del nuovo integrativo Luxottica: partecipazione, flessibilità e welfare.

Lo scorso 21 giugno, Luxottica, leader nel settore dell’occhialeria, ha siglato con il Coordinamento Sindacale, costituito dalle organizzazioni di categoria Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, e con le RSU del Gruppo il nuovo accordo integrativo aziendale valido fino al 2022. Il contratto integrativo è passato alla cronaca per un aspetto in particolare: l’assunzione a tempo indeterminato di 1.150 lavoratori somministrati. Si tratta di un elemento, che in un periodo di volatilità dei mercati e scarsa crescita economica, appare certamente in controtendenza, ma che non deve essere inteso come esaustivo della portata innovativa dell’integrativo.

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Dall’accordo classico al contratto “ad albero”.

Come si è caratterizzata la contrattazione aziendale nel triennio della ripresa economica, tra il 2015 e il 2017, in quelle imprese dell’area bolognese, spesso leader nei rispettivi mercati di riferimento, che durante la recessione hanno mantenuto trend di crescita consistenti ed hanno spesso visto i propri confini d’impresa e mercati internazionali espandersi? E ancora, che cosa è accaduto alle principali tematiche contrattate a livello aziendale (welfare, organizzazione del lavoro, partecipazione dei lavoratori, salario, scelte sulle esternalizzazioni) nelle imprese che sia nel corso della crisi che nel triennio della ripresa hanno sperimentato una dinamica espansiva?

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Elena Donazzan aderisce a FdI. Meloni: «È un ritorno a casa».

Giorgia Meloni lo definisce «un ritorno a casa»: Elena Donazzan – storica esponente della destra veneta, un passato da militante giovanile e un presenta da eletta di lungo corso – aderisce a Fratelli d’Italia. Il passaggio è stato ufficializzato in una conferenza stampa, che è stata prima di tutto l’occasione per ribadire l’impegno del partito sui temi del lavoro e del sostegno all’impresa: Donazzan è al terzo mandato come assessore regionale in Veneto. Ha le deleghe al Lavoro, alla Formazione, all’Istruzione e alle Pari opportunità. FdI ha decido di metterla alla guida del Dipartimento lavoro e crisi aziendali.

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Benessere e azionariato dei lavoratori, avanza un nuovo “modello”?

Come tutti i fenomeni di portata “epocale”, anche il tema della partecipazione dei lavoratori all’interno delle aziende ha tempi e modalità di lunga durata. Vecchie mentalità sono al tramonto. La conflittualità ideologica non sembra più essere un orizzonte realistico, sia per i lavoratori che per il mondo imprenditoriale. Meglio mediare, costruire percorsi condivisi, fidelizzare i dipendenti, riconoscendone il valore professionale.

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Lamborghini, arriva il super contratto integrativo.

Automobili Lamborghini, le rappresentanze sindacali aziendali, insieme a FIOM CGIL e FIM CISL, hanno raggiunto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale per gli anni 2019-2022. L’intesa conferma un approccio fortemente partecipativo del sistema di relazioni sindacali e il ruolo dell’Azienda nel suo contesto territoriale come motore di sviluppo non solo economico, ma anche sociale, introducendo novità in linea con la strategia e la visione aziendale.

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Sovranità e lavoro: la “terza via italiana” che sfidò il modello anglosassone.

Ci sono alcuni libri che sono oro. Uno di questi è senza dubbio La terza via italiana: storia di un modello sociale (Castelvecchi, pp. 175, € 23,50) scritto dal giovane studioso Francesco Carlesi. Con «terza via italiana» l’autore intende quel modello sociale che, nascendo con il corporativismo fascista, sopravvisse fin nel dopoguerra dando impulso al «miracolo economico». I princìpi su cui si reggeva questa terza via erano la collaborazione di classe, la partecipazioni dei lavoratori, l’intervento dello Stato, spesa pubblica espansiva, protagonismo economico, programmazione, superiorità della politica sull’economia. Continua la lettura

Alessandro Somma – Quando la Socialdemocrazia tedesca tradì se stessa: Bad Godesberg e il ripudio della democrazia economica

Nel 2019 ricorrono due importanti anniversari tondi che i tedeschi stanno celebrando con una certa enfasi: cento anni fa veniva promulgata la Costituzione di Weimar, la prima in Europa a parlare di diritti sociali e di democrazia economica, mentre settant’anni fa vedeva la luce la Costituzione di Bonn, l’unica nata dalla sconfitta del fascismo a non menzionare i diritti sociali e la democrazia economica.

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Il dibattito a destra – La sfida della partecipazione dei lavoratori

Quando Cesare attraversò il Rubicone pronunciò la famosissima frase che noi tutti conosciamo: «Alea iacta est». Nessuno al tempo, nemmeno Cesare stesso, poteva immaginare che oltrepassare quel confine lo avrebbe reso immortale. I confini posso essere reali e concreti, come quelli di una nazione, o possono essere barriere ideali oltre le quali si ha paura di andare.

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