Fulvia D’Aloisio – Dalla mitbestimmung alla partecipazione

Il presente articolo è rivolto, attraverso un approccio etnografico, alle caratteristiche del sistema di relazioni industriali, ai principi e alle pratiche sindacali in atto all’interno di Automobili Lamborghini, nota azienda emiliana di super-sportcar, fondata da Ferruccio Lamborghini a Sant’Agata Bolognese nel 1963, di proprietà del Gruppo Volkswagen (VW) dal 1998 (nella holding Audi).[1] L’ipotesi qui perseguita riguarda innanzitutto il carattere di forte originalità di tale sistema di relazioni industriali, che si fonda su un particolare processo sincretico che tiene insieme la mitbestimmung tedesca (letteralmente cogestione), propria dell’ordinamento giuridico tedesco e del Gruppo VW, progressivamente adattata al quadro legislativo, alla prassi sindacale e alla cultura gestionale italiana.

Focus FCA-Psa – Francesco Seghezzi “Nuove relazioni industriali alla sfida della partecipazione”

Nei prossimi mesi capiremo i dettagli, ma la decisione, all’interno dell’accordo FCA-Psa, di includere nel Consiglio d’amministrazione due membri in rappresentanza dei lavoratori è una novità che non può passare in secondo piano. Ad oggi si sa che la scelta è una conseguenza di una norma che obbliga una società nata dalla fusione di garantire il diritto alla partecipazione nel caso in cui in una delle società che si fondono sia presente.

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Festival della Partecipazione 2019, L’Aquila, 22-23 novembre.

La quarta edizione del Festival della Partecipazione, promosso da ActionAid e  Cittadinanzattiva, in collaborazione con il Comune dell’Aquila e Slow Food Italia e patrocinato dall’Università dell’Aquila, dal GSSI e dal Consiglio Regionale, sarà una due giorni di laboratori, conferenze, dibattiti, momenti aggregativi e artistici.

Una fabbrica per costruire le nuove forme della politica, della democrazia partecipativa e dell’attivismo civico. Il Festival è un luogo di confronto e di progettazione, una piattaforma per contribuire al cambiamento del nostro Paese mediante una partecipazione più riconosciuta e qualificata dei cittadini al governo delle politiche pubbliche.

Industria 4.0 e lavoro: le tecnologie favoriscono la cultura della partecipazione.

Le tecnologie per l’Industria 4.0 richiedono un nuovo tipo di organizzazione del lavoro in cui diventa fondamentale la partecipazione dei lavoratori. Solo di recente in Italia si stanno diffondendo nuove forme di partecipazione diretta, trainate dall’innovazione organizzativa e tecnologica e soprattutto dalla lean evoluta. Per esempio sta crescendo la delega su obiettivi ai singoli lavoratori  per aumentare la loro autonomia, l’uso dello smart working o del teamwork, Ma come alimentare la partecipazione diretta all’innovazione? In questo articolo tratto da “R-Innovare il Family Business. L’intelligenza naturale dell’imprenditore come differenziale competitivo” (Guerini Next), Luciano Pero, docente di Organization Theory and Design al MIP-Politecnico di Milano, illustra una serie di metodi. “Se si diffondessero – sostiene – si creerebbe certamente in Italia una nuova cultura della partecipazione”.  Continua la lettura

La formazione a sostegno dell’etica nelle organizzazioni.

Martedì 1 ottobre 2019,

Università Bocconi, via Roentgen 1, Milano

Sala Thule, 12:00  –  13:00

Quale formazione può contribuire a sviluppare senso etico in azienda? La partecipazione e il coinvolgimento dei lavoratori per migliorare le relazioni aziendali e l’organizzazione del lavoro, possono contribuire a sviluppare l’etica nei luoghi di lavoro? Testimonianze di imprese dimostrano come investire in una formazione che dà valore a comportamenti etici sul posto di lavoro possa essere conveniente a diversi livelli. L’illustrazione di obiettivi, metodi e risultati ottenuti, sarà la base per scambi di punti di vista e la messa a punto di nuove idee.

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Il dibattito a destra – Partecipazione e questione sociale: la grande sfida del sovranismo

Benché tutti ne parlino, sono ben pochi coloro che riescono a inquadrare il sovranismo come categoria politica. Soprattutto se lo osserviamo dal punto di vista della questione sociale: spesso, infatti, i partiti cosiddetti «euroscettici» propongono ricette economiche che non si discostano affatto dal paradigma (neo)liberista.

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Uno sguardo al futuro della contrattazione collettiva in Italia: professionalità, welfare, partecipazione e coinvolgimento dei giovani.

Il 15 gennaio 2019, presso il “Parlamentino” del CNEL, si è tenuto il seminario di studio “Il futuro della contrattazione collettiva in Italia”, promosso in collaborazione con ADAPT da FAI Cisl (la grande associazione sindacale che rappresenta i lavoratori dell’industria alimentare, dell’agricoltura e attività connesse, delle foreste, della pesca e del tabacco).
Nel suo intervento di saluto ai partecipanti, il Presidente CNEL Tiziano Treu ha definito incerto il futuro della contrattazione, prendendo le mosse da una situazione presente alquanto caotica.

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La contrattazione collettiva aziendale nel V Rapporto ADAPT (2018).

Descritta dagli studiosi di relazioni industriali come il metodo con cui aziende e lavoratori operano un bilanciamento tra i rispettivi interessi di competitività, giustizia sociale e partecipazione, la contrattazione collettiva costituisce una delle forme più sviluppate di democrazia nei luoghi di lavoro. Si sviluppa e progressivamente istituzionalizza in Europa a partire dai primi decenni del Novecento e da allora, nonostante siano emersi diversi fattori di indebolimento della rappresentanza, non ne è ancora stata contestata la portata equilibratrice all’interno delle società pluraliste.

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