Il “Protocollo di Relazioni Industriali” ERG: nel segno dell’equilibrio, dell’innovazione e della partecipazione.

Il gruppo industriale ERG costituisce un’assoluta eccellenza italiana nel settore energy. Pur essendo stato, per moltissimo tempo, grande player europeo della raffinazione petrolifera, esso ha affrontato negli ultimi dieci/vent’anni una trasformazione radicale nel proprio modello di business, divenendo leader della generazione elettrica tramite fonti rinnovabili.

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Intervista a Guido Antolini

Ci parli di lei…

Ho 61 anni, ho finora vissuto una vita molto intensa, con esperienze diversificate e significative. Universitario fuori sede, sono entrato in BNL da neolaureato nel 1982. Nel 1987 sono diventato Funzionario, e dopo aver ricoperto diversi incarichi sempre nell’ambito del Credito, in numerose filiali italiane, mi sono avvicinato all’attività sindacale nel 2000. Erano i tempi in cui tutti i dipendenti BNL erano individualmente azionisti, prima per l’offerta ricevuta in sede di privatizzazione, poi per la possibilità di avere il pagamento in azioni del premio annuale di rendimento.

Il sindacato del quale ho successivamente ricevuto l’incarico di coordinare nella BNL, il Dircredito, ritenne di affrontare le burocrazie imposte dalla Legge (il TUF – dlgs 58/99) per offrire ai dipendenti e a ogni altro Piccolo Azionista interessato la possibilità di essere rappresentato in Assemblea attraverso la costituzione di una Associazione di Piccoli Azionisti, Azione BNL.

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Francesco Nespoli – Sergio Marchionne, le relazioni industriali nella competizione globale

Sergio Marchionne ha consentito a un’azienda come FIAT di affrontare un nodo strategico per la sua modernizzazione. Dal suo insediamento come amministratore delegato il manager italo-canadese ha infatti sviluppato una strategia di azione che dal livello nazionale si spostava finalmente a quello globale. Competere nel mercato mondiale dell’auto significa disporre di standard produttivi allineati a quelli dei principali competitor, in un settore contraddistinto da margini molto stretti di guadagno su ogni singolo prodotto.

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Intervista a Peter Scherrer

Tell us something about you…

I am the Deputy General Secretary of the European Trade Union Confederation (ETUC). I served an apprenticeship as a metal worker (since 1974 member of the IG Metall) and studied history and sociology in Berlin, Bielefeld and Newcastle-upon-Tyne. In the field of workers participation I served as a works council, a member of various supervisory boards (ThyssenKrupp, Opel, Vodafone) and I was more than three years with ArcelorMittal as a Labour Director and member of the management committee in a steel plant. From 2005-2011 I was General Secretary of the European Metalworkers Federation (EMF).

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La partecipazione organizzativa dei lavoratori nelle aziende cooperative.

Presentiamo di seguito la sintesi della ricerca in oggetto condotta dal prof. Mario Ricciardi, che ringraziamo per l’invio della documentazione, e dal prof. Luciano Pero.

“L’indagine di cui illustriamo i risultati ha come oggetto la cosiddetta partecipazione organizzativa dei lavoratori nelle aziende, e in particolare nelle aziende cooperative di Legacoop Emilia Romagna.

La ricerca si è svolta tra la fine del 2016 e i primi mesi del 2017, ha coinvolto 12 cooperative indicate  da Legacoop tra le aziende di settori diversi e anche di diverse dimensioni  perché considerate significative ai fini della nostra ricerca.

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Il ruolo della contrattazione aziendale per il rilancio della produttività del lavoro: sintesi di una ricerca empirica.

La ricerca pubblicata dal Centro Interuniversitario “Ezio Tarantelli”, dal titolo “Contrattazioni integrative aziendali e produttività: nuove evidenze empiriche sulle imprese italiane”1, porta un deciso contributo al dibattito sul decentramento contrattuale nel sistema italiano di relazioni industriali. Basata sulla rilevazione Istat “sistema informativo sulla contrattazione aziendale” e sulla Banca Dati sviluppata attraverso integrazione di dati da indagine Istat e archivi amministrativi e fiscali, l’analisi si propone di individuare i fattori che determinano la presenza di una contrattazione decentrata e la relazione che sussiste tra questa e il livello di produttività/competitività di un’azienda.

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Mario Bozzi Sentieri – Partecipazione azionaria dei dipendenti: una sfida da rilanciare

Secondo l’Annual Economic Survey of Employee Share Ownership in European Countries 2017, il sondaggio sulla  partecipazione azionaria dei dipendenti nei Paesi europei, il 2017 è stato un nuovo anno record per la partecipazione azionaria dei dipendenti. Nelle grandi imprese europee l’86,6% propone ai propri dipendenti piani di azionariato. Dal 2006 ad  oggi questa percentuale si è accresciuta  del 4% medio annuo, a dimostrazione di una crescita solida. Anche il numero di azionisti dipendenti ha ricominciato a crescere: 7,5 milioni di persone, dipendenti delle grandi imprese europee. Se aggiungiamo il milione di dipendenti che partecipano al capitale in piccole e medie imprese, il dato totale arriva a 8,5 milioni, interrompendo finalmente il calo del tasso di democratizzazione dell’azionariato dei dipendenti.  

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Walter Galbusera – Federmeccanica: nuove relazioni industriali ma silenzio sul modello tedesco

Federmeccanica: nuove relazioni industriali ma silenzio sul modello tedesco

Federmeccanica si è cimentata nelle scorse settimane in una impegnativa riflessione in tema di relazioni industriali, che va ben di là del contingente prefigurando una nuova cultura del lavoro. L’associazione della più importante categoria industriale si pone un obiettivo più ambizioso, ma non privo di suggestioni, quello di costruire un “Nuovo Umanesimo Metalmeccanico“ partendo dalla premessa che nelle imprese non si genera solo valore economico, ma anche crescita umana e culturale, solidarietà e mobilità sociale. Il nuovo approccio si fonda sugli interessi comuni di tutti coloro che sono parte dell’impresa mentre le radici si ritrovano nelle persone,nel l’etica del lavoro e nella responsabilità individuale.

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A. De Poli e P. F. Casini – Disposizioni in materia di partecipazione dei lavoratori alla gestione e ai risultati dell’impresa (DDL n. 106/2018)

Lo sviluppo dell’economia globale e la crescente apertura dei mercati rendono sempre più necessaria ed urgente la realizzazione di un contesto di democrazia economica e partecipativa. È necessario prendere coscienza del fatto che lo sviluppo dell’economia in chiave competitiva non può più prescindere dalla valorizzazione del capitale umano e che soltanto un sistema di relazioni industriali partecipative è in grado di garantirlo.

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