Cav, c’è l’accordo aziendale: più welfare e formazione agli ex casellanti.

Siglato l’accordo fra Cav – Concessioni autostradali venete e sindacati: l’integrativo sottoscritto il 4 novembre 2016 dalla presidente Luisa Serato e Fit Cisl, Sla Cisal, Ugl viabilità e logistica, Filt Cgil e Uiltrasporti prevede di implementare il welfare aziendale, un capitolo in cui già l’accordo dell’agosto scorso aveva stabilito che i giorni di congedo parentale non fossero conteggiati nei premi di produttività.

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Lavoro, Rossi: “Per il suo futuro occorrono dialogo e fiducia, ma anche partecipazione”.

“Per affrontare il futuro del mondo del lavoro sia a livello globale e sia a livello nazionale occorrono dialogo, fiducia e apertura, come indicato dal direttore Generale dell’Oil, Guy Ryder, ma anche attraverso un ‘patto’ tra i lavoratori, le aziende e le istituzioni per l’attuazione dell’art. 46 della Costituzione, sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese”.

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Industria 4.0, Capone: “Interessati ad ascoltare e a capire se ci sarà spazio per la partecipazione”.

“Siamo  prima di tutto interessati a conoscere il piano Industria 4.0 che il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ci illustrerà il prossimo 21 settembre, da sempre affermiamo che prima viene la politica industriale e poi, ma non necessariamente, una riforma del lavoro per creare crescita e occupazione. Esattamente il contrario di quanto fatto fino ad oggi”. Lo afferma il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, in merito all’annuncio fatto oggi da Carlo Calenda in occasione del question time alla Camera.

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Comunicato stampa UGL

Lavoro, Capone (Ugl): “Aumentare la produttività si può, sbloccando l’iter della legge sulla partecipazione”

“Con la flessibilità ottenuta dall’Ue l’Italia per non rimanere strozzata negli impegni assunti ha più che mai bisogno di aumentare la sua produttività, non basta detassare premi di risultato e la partecipazione agli utili di impresa: bisogna sbloccare l’annoso iter del disegno di legge 1051 sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, in attuazione dell’articolo 46 della Costituzione”.

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Intervista a Francesco Paolo Capone (UGL)

Foto Capone

La partecipazione dei lavoratori costituisce da tempo un pilastro centrale in molti contesti esteri (in particolare dell’area renano-scandinava) che ne hanno saputo fare un fattore strategico in ottica di competitività economica e inclusione sociale; contesti che si distinguono sullo scenario globale per relazioni industriali costruttive e finalizzazione comune verso l’interesse primario aziendale. Quali le potenzialità socio-economiche?

Le potenzialità socio economiche sono rilevanti e rappresentano una vera sfida per le associazioni datoriali e alcune organizzazioni sindacali italiane che, molto più di quanto non si riesca ad immaginare, hanno fondato sulla conflittualità o comunque sulle divisioni tra lavoro e impresa la loro  rappresentanza, le politiche sindacali, costruendo attraverso la conflittualità un ruolo e un peso politico nei confronti delle istituzioni.

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Gianluca Passera – Lavoro: se anche il sindacato si accorge dei propri errori

Mettete un tranquillo giorno di lavoro, di quelli normalissimi per gli operai, a fine turno assemblea sindacale indetta dalla Cgil, ordine del giorno: analisi e votazione della “Carta dei diritti universali del lavoro”. Partecipo volentieri nonostante sia delegato Ugl, soprattutto perché il segretario della Cgil della mia federazione di competenza è persona che ispira non poca fiducia, nelle nostre discussioni ho avuto modo di percepire in lui un forte idealismo.

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Massimo Visconti – Sindacato unico o sindacato unitario

E` ormai sotto gli occhi di tutti la crisi che i sindacati italiani stanno attraversando e che è dovuta alle vicende che, trasversalmente, interessano le sigle storiche non tanto dovute alle “battaglie sindacali” quanto al gossip che riguarda una volta le retribuzioni gonfiate di un segretario generale, l’altra volta l’elezione irregolare di un altro segretario generale o le spese “non inerenti all’attività sindacale” fatte con carte di credito finanziate con i soldi dei lavoratori oppure dalla fuga di iscritti che sembra aver travolto il primo sindacato italiano.

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