Ripensare l’impresa: la gestione diretta dei lavoratori nel saggio di Scagnoli.

L’editore Tabula Fati ha recentemente riportato in circolazione un piccolo ma significativo volume di Riccardo Scagnoli, “La gestione diretta dell’impresa da parte dei lavoratori.”

Un libello di circa 170 pagine che affronta una questione tanto antica quanto attuale: come immaginare un modello produttivo in cui i lavoratori partecipino realmente alla gestione dell’impresa, soprattutto nei momenti di crisi interna o strutturale.

Già nelle prime pagine si intravedono i nuclei tematici che guideranno l’intero saggio. Scagnoli parte dall’idea che l’unica riforma del lavoro davvero incisiva – ben lontana dalle logiche del Jobs Act – sia quella capace di restituire centralità al lavoratore nel processo produttivo. Una prospettiva che affonda le radici nella storia: dalla Comune di Parigi del 1871 al Capitale di Marx, fino agli scritti antroposofici di Rudolf Steiner, che immaginava forme di cooperazione economica alternative al capitalismo liberale.

Segue un ampio approfondimento economico, dove l’autore analizza alcuni snodi cruciali degli ultimi decenni: l’ingresso della Cina nel WTO nel 2001, il tema delle delocalizzazioni come effetto collaterale della globalizzazione, la crisi finanziaria del 2008, la fragilità del Made in Italy e il ruolo che le dinamiche del mercato cinese e le politiche europee hanno avuto sulla nostra economia. Pur trattando temi complessi, Scagnoli mantiene un linguaggio accessibile, senza rinunciare alla precisione.

Uno dei passaggi più interessanti riguarda il ruolo dei sindacati e delle forze politiche che, almeno in teoria, dovrebbero essere le prime a sostenere un modello di emancipazione del lavoro. L’autore mette in luce come, paradossalmente, proprio queste realtà si mostrino spesso diffidenti o poco reattive di fronte a un cambiamento che potrebbe rappresentare una svolta storica per la classe lavoratrice.

A metà del volume si apre un excursus storico dedicato alle esperienze reali di autogestione. L’esempio più rilevante è quello jugoslavo: durante il regime socialista di Tito, nonostante la presenza di uno Stato fortemente centralizzato, prese forma un esperimento di autogestione che trasformò la Jugoslavia nella nona potenza economica mondiale. Un modello durato quarant’anni, fino alla morte del maresciallo e alla dissoluzione del Paese. Scagnoli suggerisce che, senza la guerra civile, quel sistema avrebbe forse potuto evolversi verso una forma compiuta di società “autogestita”, alternativa tanto al capitalismo quanto al collettivismo.

Non manca un riferimento al pensiero di Ugo Spirito, teorico della “corporazione proprietaria”, che immaginava una socializzazione della proprietà capace di integrare pubblico e privato in un’unica struttura politica: lo “Stato Corporativo”, concetto che gli economisti jugoslavi avrebbero poi reinterpretato come “Stato Sociale”. Una visione che, al netto di suggestioni utopiche e romantiche, avrebbe gettato le basi del modello cittadino-produttore-lavoratore.

In appendice, il volume propone un disegno di legge organico sul controllo sociale delle imprese e sull’inserimento – totale o parziale – delle maestranze nella gestione aziendale. Un contributo che dà concretezza a un dibattito spesso confinato alla teoria.

La gestione diretta dell’impresa da parte dei lavoratori è una lettura consigliata a chi desidera comprendere meglio un tema storico, politico ed economico di grande rilevanza. Ma soprattutto a chi cerca una proposta alternativa ai modelli liberisti e alle eredità del marxismo che hanno segnato il Novecento. Un libro che invita a ripensare il rapporto tra lavoro, impresa e società.

La gestione diretta dell’impresa da parte dei lavoratori, R. Scagnoli, Tabula Fati, 13 euro, pp.173

(Barbadillo)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *