La partecipazione dei lavoratori nel pensiero di Marco Biagi come metodo per promuovere una nuova cultura del lavoro.

Ci permettiamo di pubblicare il testo del Coordinatore Scientifico ADAPT, prof. Michele Tiraboschi, contenuto nella newsletter ADAPT del 18.03.2026.

Cari amici e gentili lettori,

il tema della partecipazione dei lavoratori non è tra quelli più ricordati e analizzati rispetto al pensiero e alla elaborazione progettuale di Marco Biagi. Prevale di gran lunga l’immagine pubblica dello studioso della flessibilità del lavoro e del fautore di una trama di tutele di nuova generazione, le c.d. politiche attive del lavoro, costruite non solo nel rapporto di lavoro ma anche sul mercato del lavoro.

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Verso una democrazia economica compiuta: attualizzare Biagi attraverso la Legge 76/2025.

La recente approvazione della Legge Sbarra corona le proposte del 1999 di Marco Biagi in tema di partecipazione azionaria ed incentivi fiscali. Di fronte, tuttavia, a una normativa che apre le porte alla presenza dei lavoratori nei consigli di amministrazione, rileggere gli avvertimenti del giuslavorista sull’indipendenza sindacale resta un passaggio fondamentale per orientare le future scelte della contrattazione collettiva verso una compiuta democrazia economica.

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Il progetto europeo Broadvoice e la promozione della “voce” dei lavoratori attraverso la partecipazione diretta.

Promuovere la “voce” dei lavoratori attraverso la partecipazione diretta è sempre più ritenuto un importante strumento non solo per migliorare le prestazioni organizzative, ma anche per la salute e il benessere dei lavoratori stessi. Negli ultimi decenni la crescita di pratiche partecipative sul posto di lavoro, come il lavoro di squadra auto-organizzato e l’innovazione guidata dai dipendenti, ha avuto un impatto positivo sulle imprese e sulla vita lavorativa.

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Partecipazione dei lavoratori nelle imprese e democrazia economica. Il modello cooperativo.

Il dibattito aperto dalla proposta di Legge d’iniziativa popolare promossa dalla Cisl sembrava potesse rappresentare un’occasione utile per nuove iniziative di diffusione della democrazia economica. Ma il testo licenziato dal Parlamento (Legge 15 maggio 2025, n. 76) , dopo un lungo iter – che ha visto il contributo di ben quattro altre proposte concorrenti formulate da varie forze politiche –, rappresenta per molte ragioni più una delusione che una reale e significativa innovazione.

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La “legge Sbarra”: una nuova tappa della deriva neo-corporativa.

Nelle scorse settimane il Senato ha approvato in via definitiva la legge sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese, una riforma promossa dalla CISL – che l’ha presentata in Parlamento dopo la raccolta firme e che porta il nome del suo ex segretario, la cosiddetta “legge Sbarra” – che, se applicata, rischia di stravolgere le relazioni sindacali piegandole definitivamente alle logiche aziendali, penalizzando la contrattazione ed eliminando ogni spazio di mediazione tra capitale e lavoro.

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La forza della partecipazione: il cuore pulsante delle imprese cooperative.

Vorrei condividere con voi una riflessione su un principio che rappresenta l’essenza profonda del modello cooperativo: la partecipazione attiva dei lavoratori. In un mondo del lavoro in continua evoluzione, le cooperative si distinguono per un approccio che pone al centro la persona, valorizzandola non solo come lavoratore, ma come socio e co-protagonista del progetto imprenditoriale.

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