Il piano dell’Unione europea per introdurre una forma societaria unica e digitale è bloccato da una domanda che da settimane spacca i legislatori. Quali diritti dei lavoratori si applicano quando un’impresa si costituisce in un Paese ma impiega personale in un altro?
Imprese, il Consiglio dà più prerogative e più tempo agli Stati per il 28esimo regime.
Avanti con le regole europee valide per tutti e un solo modello societario d’impresa, ma con maggiore semplificazione e più garanzie: il Consiglio dell’UE trova l’accordo su ‘EU Inc.’, la proposta della Commissione europea anche nota come ’28esimo regime’ volta al rilancio della competitività. I rappresentanti degli Stati membri sostengono l’impianto e gli obiettivi principali dell’iniziativa, ma introducono di semplificazione in materia normativa, su digitalizzazione e lavoratori dipendenti.
L’iniziativa dell’UE potrebbe danneggiare la cogestione.
«La cogestione sul posto di lavoro è parte integrante del DNA della nostra società democratica. Allo stesso tempo, rappresenta un vantaggio competitivo, soprattutto in vista della cruciale questione della digitalizzazione», afferma Daniel Hay, direttore scientifico dell’IMU. «Tuttavia, negli ultimi anni, nessuno dei vari governi federali tedeschi ha saputo coltivare questo vantaggio competitivo. A cinquant’anni dalla sua promulgazione, la legge sulla cogestione è stata gravemente indebolita», avverte l’esperto legale.
Il cambiamento ha più successo con la cogestione.
(traduzione a cura di Mitbestimmung)
La trasformazione digitale offre alle aziende un enorme potenziale di crescita, ma presenta anche importanti sfide. Le aziende con rappresentanti dei dipendenti nei consigli di sorveglianza affrontano queste sfide con maggiore successo rispetto ad aziende comparabili senza cogestione. La trasformazione digitale è accompagnata da una maggiore redditività e da una crescita occupazionale più robusta. Il vantaggio della cogestione è particolarmente evidente nelle aziende che, ad esempio, hanno un modello di business altamente diversificato o una struttura proprietaria ampiamente distribuita.
«Disintermediare stanca»: perché senza corpi intermedi cittadini e lavoratori sono più soli.
Per oltre trent’anni la disintermediazione è stata presentata come una promessa di libertà: meno organizzazioni tra cittadini e politica, meno strutture tra lavoratori e imprese, rapporti più diretti, veloci e trasparenti. Ma eliminare gli intermediari non significa necessariamente riequilibrare i rapporti di forza. Anzi, spesso accade il contrario: il singolo cittadino, lavoratore o consumatore si ritrova a confrontarsi da solo con organizzazioni, piattaforme e sistemi molto più forti di lui.
Chi sarà proprietario delle macchine?
«È evidente che la ricchezza non è il bene che ricerchiamo; è solo un mezzo per qualcosa d’altro». Aristotele, che fondò una propria scuola, morì nel 322 a.C. a Calcide. Non dovette mai discutere con un algoritmo, pagare un abbonamento digitale o chiedersi se un programma avrebbe finito col fare il lavoro dei suoi discepoli. Formulò però una domanda che oggi forse conviene riprendere: perché vogliamo la ricchezza?
Presentato al CNEL ‘Transformation Hub’ il progetto di Generali e Luiss per costruire il lavoro che verrà.
Accompagnare i grandi cambiamenti del mondo del lavoro promuovendo un nuovo modello di relazioni industriali partecipativo e inclusivo. È quanto è emerso dal convegno ‘Costruire insieme il lavoro che verrà’ che si è tenuto a Roma presso la sede nazionale del CNEL. L’incontro è stato occasione anche per presentare il progetto ‘Transformation Hub’, una iniziativa nata dall’accordo tra Generali e le organizzazioni sindacali, in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli.
Brunetta, l’intelligenza artificiale deve entrare nella contrattazione.
L’intelligenza artificiale sta modificando anche l’organizzazione del lavoro e, secondo il Presidente del CNEL Renato Brunetta, il cambiamento richiede nuove forme di partecipazione e confronto tra imprese, lavoratori e rappresentanze.
La partecipazione non è adesione: quando la voce dei lavoratori produce trasformazione.
Partecipare non significa semplicemente essere coinvolti. E nemmeno essere ascoltati. Possiamo prendere parte a una riunione, rispondere a una consultazione, esprimere il nostro punto di vista e tuttavia non avere alcuna possibilità di incidere sulle decisioni.
Manovra, De Luca: “Partecipazione dei lavoratori per recuperare potere d’acquisto”.
Valorizzare la partecipazione dei lavoratori alla gestione degli utili d’impresa come strumento concreto per recuperare potere d’acquisto. È una delle misure che il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Rosario De Luca, auspica di vedere inserita nella prossima Manovra.