Partecipazione gestionale e requisiti di eleggibilità: il caso ASM Rieti al vaglio del Tribunale di Roma.

Fin da prima dell’approvazione della legge n. 76/2025 in materia di partecipazione dei lavoratori, ha molto fatto discutere il caso dell’Azienda Servizi Municipali Rieti S.p.A., società partecipata dal comune di Rieti che aveva avviato, non senza polemiche, un percorso volto a consentire la partecipazione dei lavoratori al consiglio di amministrazione (cfr. F. Alifano, Partecipazione dei lavoratori e imprese partecipate dopo la legge n. 76/2025, in Diritto delle relazioni industriali, 2025, n. 3, spec. pp. 728-731).

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Andrini (Ugl): “La sfida è rendere strutturale la legge sulla partecipazione dei lavoratori nei cda”.

La legge n. 76/2025 rappresenta il primo vero tentativo di attuazione dell’articolo 46 della Costituzione, rimasto inattuato per oltre settant’anni, ma la sua natura volontaria rischia di limitarne drasticamente l’impatto reale. È il messaggio emerso nel confronto dedicato alla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, con riferimento all’esperienza di ASM Rieti, prima municipalizzata italiana ad aver eletto un rappresentante dei lavoratori nel consiglio di amministrazione.

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Partecipazione dei lavoratori, un anno dopo la legge 76/2025: primi risultati e nodi ancora aperti.

A un anno dall’entrata in vigore della legge n. 76/2025, è possibile formulare una prima valutazione sulla riforma in materia di partecipazione dei lavoratori. Il provvedimento ha introdotto una cornice normativa rilevante, segnando un passo avanti nell’attuazione del principio costituzionale della partecipazione e ponendo le basi per un possibile rafforzamento del coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali e nei risultati d’impresa.

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