Azionariato dipendenti in Europa: continua lo sviluppo.

Dalla rassegna emerge che l’anno scorso registra un ulteriore progresso verso l’azionariato dei dipendenti in Europa, anche durante questa nuova crisi. La tendenza all’aumento del numero di dipendenti azionisti continua, arrivando a 7,1 milioni di persone interessate nelle grandi aziende. Se aggiungiamo un milione di dipendenti azionisti nelle PMI, il numero totale in Europa raggiunge gli 8,1 milioni.

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Il lavoro e le relazioni industriali dopo la pandemia: nuovi sguardi.

Convegno AISRI – 8 e 9 aprile 2021 – piattaforma Teams

Locandina

Programma completo giornaliero

L’Associazione Italiana di Studio delle Relazioni Industriali è stata fondata nel 1968 ed è affiliata alla International Labour and Employment Relations Association (ILERA).

Scopo dell’AISRI è promuovere lo studio e la ricerca sui temi delle relazioni industriali e di costruire un punto di incontro interdisciplinare fra attori e studiosi.

Roger L. Martin – E’ ora di sostituire l’azienda quotata

L’IMPRESA PROFESSIONALMENTE GESTITA, a proprietà diffusa e quotata in borsa, è stata la struttura dominante nel business negli ultimi 100 anni. Si è affermata sulla scia della Grande Depressione poiché si è rivelata efficace nel mobilitare capitali di investitori privati, che negli anni Sessanta detenevano più dell’80% delle azioni delle imprese in attività. Il modello permetteva ai dirigenti di concentrarsi sulla crescita e sulla redditività a lungo termine, a vantaggio dei molti individui che possedevano azioni della loro società.

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Azionariato dei dipendenti. Letta: partecipazione agli utili. Sbarra: partiamo subito.

Quello di Enrico Letta non è un programma di governo, ma “solo” il discorso con cui ha conquistato la segreteria all’assemblea del Pd. E dunque non si poteva pretendere che il nuovo leader scendesse nei particolari. Tuttavia, alcuni dei temi toccati in materia economico-sociale sono decisamente importanti e meritano un approfondimento. A cominciare dai temi della «partecipazione» dei lavoratori e dell’«economia della condivisione».

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EssilorLuxottica, si lavora alla nuova governance. Il ruolo dei dipendenti.

Mentre tutti gli occhi in Italia sono puntati sulla sua progressiva crescita in Mediobanca (e le eventuali mosse sulla controllata Generali), Leonardo Del Vecchio è impegnato in queste settimane in una partita per lui più importante, in Francia, in quella Parigi dove ha fuso la sua Luxottica con Essilor. Il dossier a cui tiene di più, proprio perché riguarda l’azienda da cui è partito.

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ESCA: Top Biden economist: encouraging Employee Ownership could improve Job Quality, increase workers’ wealth & productivity.

new study by Jared Bernstein – who was recently named to President-elect Joe Biden’s White House Council of Economic Advisors – examines the benefits of employee stock ownership plans (ESOPs) and, given that there are still relatively few U.S. ESOPs, proposes ways to encourage the formation of more employee-owned businesses. The study, conducted with support from the Employee-Owned S Corporations of America (ESCA), uncovers obstacles to the creation of ESOPs and urges policy and private sector leaders to take steps and find new approaches to remove these barriers.

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Tim: Asati chiede ai soci un rappresentante dei piccoli azionisti in cda.

L’associazione Asati chiede ai soci di Tim (in particolare Vivendi, Cdp, Assogestioni) un rappresentante dei piccoli azionisti nel cda. In una lettera diretta per conoscenza anche al board di Tim, i piccoli azionisti sottolineano che “proprio ieri il consiglio, all’unanimita’, ha dato via libera al progetto che prevede l’individuazione di una rosa di 10 candidati da proporre all’assise dei soci con il consenso di Vivendi (23,9%) e Cdp (9,9%).

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STELLANTIS/ E la sfida per il sindacato (in Cda) che va oltre il mondo dell’auto

Nascosta tra Covid e Crisi-NonCrisi di Governo, spinta nei media sulle pagine interne dai consueti e un po’ tri(s)ti resoconti di fine anno, resa appena degna di uno sguardo sui social impegnati a discettare dell’ennesimo ultimo pigolìo delle pallide influencer nostrane, la notizia che Fiat e Peugeot non esistono più sembra aver raccolto meno interesse nella gente perfino delle esternazioni di un qualsiasi politico di seconda fila.

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