Aleksandra Gregorič – Bringing workers into the boardroom: the Nordic way

L’apertura di Theresa May alla partecipazione dei lavoratori all’impresa può aver colto di sorpresa l’opinione pubblica, soprattutto perché è stato uno degli argomenti con cui ha voluto esordire nel nuovo ruolo. In realtà lo considererei una conferma della trasversalità del tema che, in quanto tale, dovrebbe sottrarsi al dibattito politico ed essere valutato come possibile strumento di miglioramento della produttività aziendale. Nei contesti economici de-industrializzati, in particolare, si affermano i “lavoratori della conoscenza”, detentori di competenze specialistiche spesso di alto livello, la cui partecipazione agli organi amministrativi dell’impresa può velocizzare i processi decisionali e aumentare la propensione alla ricerca, allo sviluppo, all’innovazione. Da non sottovalutare, inoltre, l’attuale carenza di rappresentanza sindacale per queste categorie professionali, le quali, partecipando alla gestione, potrebbero contribuire alla trasformazione della “rituale” conflittualità in confronti aperti e apolitici. Gregorič fa riferimento al modello nordico e ne evidenzia i vantaggi in termini di flessibilità e di performance rispetto ad altre governance “stakeholder-friendly”; personalmente condivido, un ottimo esempio di gradualità nell’applicazione di modelli organizzativi innovativi che potrebbe fare breccia nel sistema delle PMI italiane. (nota del redattore)  

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Pressofusioni Sebine, intesa tra Fim Cisl e azienda sul premio di risultato.

Per i 175 lavoratori della Pressofusioni Sebine di Artogne il premio di risultato è pieno di novità.

Fim Cisl provinciale e Rsu Fim hanno infatti raggiunto con la direzione aziendale un’intesa con validità triennale (2017-2019) che determinerà il premio di risultato non solo su presenze, resi e scarti ma anche su un indice di redditività che mette a confronto “margine operativo lordo” e quantità di ricchezza prodotta.

(www.cislbrescia.it, 02.02.2017)

Intervista al Segretario Generale CISAL, Francesco Cavallaro.

La partecipazione dei lavoratori costituisce da tempo un pilastro centrale in molti contesti esteri (in particolare dell’area renano-scandinava) che ne hanno saputo fare un fattore strategico in ottica di competitività economica e inclusione sociale; contesti che si distinguono sullo scenario globale per relazioni industriali costruttive e finalizzazione comune verso l’interesse primario aziendale. Quali le potenzialità socio-economiche?

La colpevole inerzia della politica italiana non ha consentito, purtroppo, di sperimentare le potenzialità socio economiche proprie del modello partecipativo, nonostante questo sia stato immaginato e tracciato, con ammirevole lungimiranza, dal nostro legislatore costituente, in particolare all’art. 46 della Costituzione.

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Dipendenti in condivisione: la nuova frontiera del welfare aziendale.

Dipendenti in condivisione per poter salvaguardare posti di lavoro e produttività. Questa è la nuova frontiera del welfare aziendale. Grazie alla norma del 2013 che prevede che all’interno di un network aziendale si possano spostare dipendenti, la condivisione dei lavoratori è diventata realtà ed è già stata sperimentata con successo. Rete Giunca, network di imprese nato per proporre iniziative di welfare aziendale rivolte, ha sperimentato nel 2016 questa nuova formula.

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Sui premi di produttività la parola ai contratti – Addio alle «tre fasce» della riforma Brunetta.

Dopo il tentativo, vano, di impedire la distribuzione indiscriminata dei premi di produttività ai dipendenti pubblici imbrigliandone le regole della legge, con la nuova riforma in arrivo per attuare la delega Madia la parola torna ai contratti. Il passaggio, nelle intenzioni del governo, non dovrebbe tradursi in un “liberi tutti”, ma l’obbligo di differenziare i premi a seconda del merito, individuale e dell’ufficio, sarebbe tradotto in principi più flessibili per andare incontro alle differenze che si incontrano fra ente ed ente, evitando che troppa rigidità si traduca in un nulla di fatto.

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Welfare e modello Toyota nel contratto Rodacciai.

Nella fabbrica di Bosisio raggiunta l’intesa per 350 addetti, l’azienda: «Un accordo che recepisce le novità introdotte dalla normativa»

Un premio di risultato legato ad obiettivi di bilancio (utile e margine operativo lordo), e a parametri di produttività e qualità. L’inserimento nel contratto di elementi di welfare, come previsto della normativa e dal contratto nazionale dei metalmeccanici.

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Gucci, firmato il contratto aziendale.

Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sottoscritto oggi, 30 gennaio, il rinnovo del contratto integrativo dei negozi Gucci. “L’importante accordo si colloca in una fase positiva per l’azienda del gruppo Kering, che sta godendo di ottime performance dopo un periodo di stagnazione. Tali motivi hanno spinto le organizzazioni sindacali a richiedere riconoscimenti concreti per i lavoratori e le lavoratrici dei negozi, ottenendo un aumento medio della retribuzione fissa del 3% nel biennio e un aumento del 10% sulle maggiorazioni del lavoro festivo e domenicale”, affermano i sindacati del commercio.

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Consiglio nazionale CISAL, Cavallaro: “Lavoratori stanchi delle finte tutele”.

È l’affermazione delle “libertà responsabili” la nuova sfida della CISAL che, da Salerno, suona la carica ai lavoratori stanchi delle finte tutele perché, più che mai, bisognosi di difensori dei diritti e degli interessi di chi crede fermamente nell’insostituibile ricchezza del “capitale” lavoro.

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Premi di produttività 2017: regole, importi e detassazione.

Premi di produttività 2017: nuove regole relative a importo e detassazione del bonus produttività. Ecco tutte le novità introdotte con la Legge di Bilancio 2017.

Premi di produttività 2017: aumenta l’importo di quello che è stato già rinominato bonus produttività è che a partire dal 2017 potrà contare sulla detassazione per un importo massimo fino a 4.000 euro.

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