“A volte ritornano”. Con questa breve massima potremmo riassumere l’interesse e il nuovo slancio che sta ottenendo tra gli addetti ai lavori e non solo il dibattito sulla partecipazione nel mondo del Lavoro.
Perché la partecipazione dei lavoratori torna nel dibattito
In un’epoca di forti conflitti sociali in cui il capitalismo finanziario e la globalizzazione hanno accresciuto in maniera spropositata i guadagni di pochi a discapito dell’intera forza-lavoro costretta quotidianamente a fare i conti con salari bassi (che generano povertà non più solo tra i disoccupati ma anche tra i lavoratori stessi), delocalizzazioni e scarsi diritti sociali l’unica idea rivoluzionaria capace di sbaragliare il banco risulta essere quella della partecipazione.
Un cavallo di battaglia per chi riporta in auge le battaglie di una grande tradizione sindacale iniziate all’alba del XX secolo con la frangia rivoluzionaria poi divenuta nazionalista nel corso della prima parte del Novecento e che, tra non poche difficoltà tra cui l’estromissione dai principali tavoli per volere della triplice (Cgil, Cisl e Uil), non ha smesso di lavorare a quell’idea nemmeno dal secondo dopoguerra ad oggi nelle sue strutture più varie, da quella sindacale agli Istituti di studi.
Oggi assistiamo ad un dibattito che coinvolge anche altre forme associative, provenienti da mondi differenti ideologicamente ma che sembrano tendere (con percorsi simili ma non uguali) alla stessa soluzione lungamente propugnata dalla nostra tradizione.
In quest’ottica vanno lette aperture senza precedenti e senza timori reverenziali, con la consapevolezza che l’obiettivo comune resta il miglioramento delle condizioni dei lavoratori e non una banale bega tra chi per primo è giunto a capirne il valore unico e la sua portata.
Le radici storiche: dal socialismo agli “ismi” del Novecento
Guardando al passato il tema della partecipazione si è posto come protagonista dei programmi degli “ismi” novecenteschi e del suo padre fondativo le cui radici risiedono nel secolo precedente: il socialismo. Non è un caso quindi che alla ricerca di una soluzione rivoluzionaria a tal riguardo alcuni dei massimi esponenti della politica italiana della prima metà del XX secolo abbiano trovato punti di convergenza in grado di far storcere il naso a benpensanti e oppositori politici e far sognare invece i lavoratori, che agognavano la realizzazione di un principio di vero rinnovamento, se non sovvertimento dei capisaldi liberalcapitalistici.
Uno spartiacque, per citare Augusto Sinagra, «tra chi era con i lavoratori e chi era contro».
Che cosa prevede l’articolo 46 della Costituzione
Oggi che quella scollatura tra destra e sinistra sembra venuta meno, come affermano i principali politologi e scienziati politici, è giunto il momento di accelerare e rendere possibile il superamento non della già defunta lotta di classe ma proprio della vecchia concezione del mondo del lavoro attuando quanto disposto dall’articolo 46 della Costituzione che recita così: «ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende».
Democrazia industriale, informazione e consultazione
Nel dibattito giuridico e politico che si è svolto nel tempo nel nostro Paese, questo coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali endoaziendali è stato considerato come espressione di democrazia industriale, ossia come metodo da utilizzare sia per far pesare gli interessi dei lavoratori nei processi decisionali dell’impresa, sia per regolare i conflitti tra questi. Nel nostro sistema di relazioni industriali il principio partecipativo è stato perseguito attraverso l’introduzione nei contratti collettivi di discipline che garantiscono al sindacato diritti di informazione e consultazione da parte dei datori di lavoro in funzione di controllo dell’esercizio dei poteri di questi ultimi.
In sostanza, alle rappresentanze dei lavoratori viene attribuito, per via contrattuale, il diritto ad essere informate in via preventiva delle decisioni che l’imprenditore intende assumere su alcune materie.
Dalla cogestione tedesca alla “Storia della partecipazione”
Su questo tema ha lavorato, fino a realizzare una proposta di legge ad hoc, l’Istituto Stato e Partecipazione il cui presidente Francesco Carlesi ha dato alla luce per Edizioni sindacali il volume “Storia della partecipazione”. Un libro indispensabile per capire come affrontare tali temi partendo da una profonda riflessione storica che dalla Rivoluzione francese arriva fino ai provvedimenti dell’Unione Europea sul piano partecipativo. Nel tomo viene offerta una dettagliata rassegna della legislazione italiana ed europea in merito, in cui spiccano esperienze come la cogestione tedesca e il riformismo di De Gaulle. Uno spazio particolare viene riservato all’Italia, dove si affermarono nel corso della storia il modello interclassista e spirituale di Mazzini, il sindacalismo rivoluzionario e la dannunziana Carta del Carnaro, il corporativismo e la socializzazione delle imprese dell’ultimo fascismo, la Dottrina sociale della Chiesa e l’impegno di alcuni “padri costituenti” come Fanfani; l’ampio dibattito della Destra sociale che caratterizzò molti protagonisti del Movimento Sociale Italiano, della Cisnal e dell’Istituto Studi corporativi come Massi, Accame, Brocchi, Roberti e Rasi. Un patrimonio raccolto oggi dall’Ugl che si inserisce nelle odierne discussioni relative alle vie d’uscita dalle secche delle crisi sociali ed internazionali e ai “correttivi” plausibili al modello della globalizzazione finanziaria.
In definitiva quello della partecipazione è un tema destinato ad avere un forte impatto sul futuro economico e sociale dei singoli e della Nazione e per questo meritevole di trovare una concreta e quanto più veloce attuazione.
Fonti
Senato della Repubblica – Costituzione, articolo 46
Edizioni Sindacali – Francesco Carlesi, “Storia della partecipazione”
Il Sole 24 Ore – La legge sulla partecipazione dei lavoratori (15 maggio 2025, n. 76)

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