Con la pubblicazione della Ley 1/2026, de 8 de abril, integral de impulso de la economía social, il legislatore spagnolo interviene in modo organico su uno dei pilastri emergenti del diritto del lavoro contemporaneo: il ruolo dell’economia sociale come strumento di coesione, inclusione e sviluppo sostenibile. La normativa non si configura come una riforma classica del mercato del lavoro, ma piuttosto come un intervento di sistema, volto a rafforzare quei soggetti – cooperative, imprese di inserimento lavorativo, enti dell’economia sociale – che operano al crocevia tra politiche del lavoro e politiche sociali.
Il primo accordo attuativo della legge sulla partecipazione in Romagna: Forlì Ambiente Società Cooperativa.
Oggetto e tipologia di accordo
L’accordo aziendale tra Forlì Società Cooperativa e la Fisascat Cisl, firmato il 12 dicembre 2025, ridefinisce il dialogo attorno alle relazioni industriali in azienda, attuando i contenuti della legge n. 76/2025 in materia di partecipazione dei lavoratori nell’impresa (per un commento sistematico vedi M. Tiraboschi (a cura di), Primo commento alla legge di iniziativa popolare sulla partecipazione dei lavoratori. Legge n. 76 del 15 maggio 2025, ADAPT University Press, 2025).
La partecipazione dei lavoratori nel pensiero di Marco Biagi come metodo per promuovere una nuova cultura del lavoro.
Il tema della partecipazione dei lavoratori non è tra quelli più ricordati e analizzati rispetto al pensiero e alla elaborazione progettuale di Marco Biagi. Prevale di gran lunga l’immagine pubblica dello studioso della flessibilità del lavoro e del fautore di una trama di tutele di nuova generazione, le c.d. politiche attive del lavoro, costruite non solo nel rapporto di lavoro ma anche sul mercato del lavoro.
Meglio con la cogestione.
Cinquant’anni fa, il 18 marzo 1976, il Bundestag tedesco approvò a larga maggioranza la legge sulla cogestione, entrata in vigore il 1° luglio dello stesso anno. La legge disciplina la partecipazione paritaria dei dipendenti nelle grandi aziende, stabilendo che i consigli di sorveglianza delle società con più di 2.000 dipendenti in Germania debbano essere composti da un numero uguale di rappresentanti degli azionisti e dei dipendenti.
La partecipazione dei lavoratori nel pensiero di Marco Biagi come metodo per promuovere una nuova cultura del lavoro.
Ci permettiamo di pubblicare il testo del Coordinatore Scientifico ADAPT, prof. Michele Tiraboschi, contenuto nella newsletter ADAPT del 18.03.2026.
Cari amici e gentili lettori,
il tema della partecipazione dei lavoratori non è tra quelli più ricordati e analizzati rispetto al pensiero e alla elaborazione progettuale di Marco Biagi. Prevale di gran lunga l’immagine pubblica dello studioso della flessibilità del lavoro e del fautore di una trama di tutele di nuova generazione, le c.d. politiche attive del lavoro, costruite non solo nel rapporto di lavoro ma anche sul mercato del lavoro.
Partecipazione e dimensione d’impresa: accogliere l’invito di Marco Biagi ad attraversare un deserto ancora oggi inesplorato.
A quasi cinquant’anni dal saggio di Marco Biagi sulla democrazia industriale nelle piccole imprese, la Legge n. 76/2025, in attuazione dell’art. 46 Cost., riporta al centro del dibattito giuslavoristico la questione del criterio dimensionale aziendale come limite ai diritti di informazione e partecipazione sindacale.
Verso una democrazia economica compiuta: attualizzare Biagi attraverso la Legge 76/2025.
La recente approvazione della Legge Sbarra corona le proposte del 1999 di Marco Biagi in tema di partecipazione azionaria ed incentivi fiscali. Di fronte, tuttavia, a una normativa che apre le porte alla presenza dei lavoratori nei consigli di amministrazione, rileggere gli avvertimenti del giuslavorista sull’indipendenza sindacale resta un passaggio fondamentale per orientare le future scelte della contrattazione collettiva verso una compiuta democrazia economica.
Ripensare l’impresa: la gestione diretta dei lavoratori nel saggio di Scagnoli.
L’editore Tabula Fati ha recentemente riportato in circolazione un piccolo ma significativo volume di Riccardo Scagnoli, “La gestione diretta dell’impresa da parte dei lavoratori.”
Buone pratiche aziendali: come ottenere il bollino CNEL e quali sono i vantaggi.
Questa iniziativa si inserisce nel quadro normativo delineato dalla legge n. 76 del 15 maggio, che promuove attivamente la partecipazione dei lavoratori come leva di competitività e coesione sociale.
Partecipazione dei lavoratori e buone pratiche: approvato il regolamento della Commissione nazionale permanente.
Lo scorso 26 febbraio 2026 l’Assemblea del Consiglio Nazionale della Economia e del Lavoro (CNEL) ha approvato il regolamento della Commissione nazionale permanente per la partecipazione dei lavoratori in materia di raccolta e valorizzazione delle buone pratiche prevedendo anche la possibilità del riconoscimento di una sorta di “bollino CNEL” a fini reputazionali e divulgativi (il bollino, invero, non è previsto dalla legge, come resta altresì fortemente controversa e dubbia l’esatta collocazione della Commissione permanente in seno allo stesso CNEL e, dunque, la valenza stessa del regolamento in termini giuridici e anche politici nell’ambito della prassi delle relazioni industriali).